mag 17

 

Il Movimento 5 Stelle polesano nasce il 31 dicembre 2009 dalla volontà di due “semplici cittadini” Cristina Caniato e Danilo Rigosa che, stanchi di subire la politica decidono di impegnarsi personalmente in una battaglia da sognatori.

A Padova c’è uno spettacolo di Beppe Grillo e i nostri decidono di raccogliere adesioni a questo loro progetto.

Nei giorni che seguono, con l’aiuto di uno sparuto gruppo di coraggiosi mettono in piedi la prima partecipazione ad una tornata elettorale: le regionali 2010.

Ci si organizza orizzontalmente, suddividendosi i compiti in base alle competenze e alla disponibilità di tempo senza i verticismi tipici dei partiti e questo si ripete tutt’oggi e sarà pure domani.

La partecipazione diretta è la sesta stella di riferimento del Movimento.

L’entusiasmo è grande, ma l’esperienza relativa e il risultato, un bel 3,2 provinciale è lusinghiero, ma non sufficiente ad ottenere un consigliere da mandare a Venezia.

L’importante è aver dato l’esempio che anche con poche centinaia di euro è possibile competere alla pari con i voraci e spendaccioni ricettori di rimborsi elettorali

Non perdendosi d’animo il gruppetto, che comunque si ingrossa via via, parte in quarta per affrontare le amministrative rodigine del 2011 alle quali si aggiungono, per la caduta della Giunta Barbujani, le amministrative adriesi.

Il Movimento 5 Stelle affronta l’impresa cominciando a far emergere pubblicamente le proprie qualità proponendo campagne di forte interesse ambientale quale quella sulle trivellazioni, poi ripresa da altre forze politiche, e intervenendo sui media sui principali temi di politica locale e nazionale.

La campagna elettorale, costo complessivo 3000 euro tra Adria e Rovigo, è un successo clamoroso, due consigliere, Businaro e Furin, elette a Rovigo, venato soltanto dalla piccola delusione di non riuscire ad avere il consigliere ad Adria per soli 14 voti.

Il 7,2 % a Rovigo e il 6,8 ad Adria sono comunque risultati di tutto rispetto per l’ancora poppante Movimento: il doppio dell’anno prima con un evidente trend di crescita.

Gli attivisti sono ormai una quarantina e molti di più sono i fiancheggiatori e questo consente di avviare una poderosa opera di consolidamento che dimostri  che non si tratta di un fuoco di paglia:

In Consiglio comunale e fuori i 5 Stelle dimostrano competenza, coerenza e serietà e mantengono il contatto costante e diretto con la gente allestendo puntuali banchetti in piazza ai quali si avvicinano sempre in maggior numero e con crescente simpatia  i cittadini interessati alle attività del Movimento, e attivandosi nell’intero Polesine..

Con le elezioni locali del2012 inarrivo si decide di passare un turno pur sapendo che il successo arriderebbe probabilmente comunque.

Il motivo alla base della decisione è fondamentalmente che pur avendo simpatizzanti tra i cittadini dei paesi polesani al voto non esiste la possibilità di avere un candidato sindaco del posto, condizione obbligatoria, oltre che responsabile,  per la formazione di liste del Movimento 5 Stelle comunali.

Si preferisce intraprendere iniziative di respiro territoriale quali quella sulla sanità, sui diritti o contro le miriadi di centrali che rischiamo di veder nascere in Polesine e di prodigarsi nell’aiuto, data l’esperienza ormai acquisita, delle liste a 5 Stelle che affrontano la competizione elettorale per la prima volta.

Il successo strepitoso, oltre ogni più rosea aspettativa, ci coglie gioiosi, ma consapevoli delle responsabilità che saremo pronti ad assumerci nel 2013 alle amministrative che stavolta non diserteremo e, soprattutto, alle politiche per entrare in Parlamento portando freschezza di idee ed esempio virtuoso oltre che l’arcinota richiesta di riduzione degli sprechi e degli iniqui privilegi a partire proprio dai rimborsi elettorali.

Ora ci godiamo il primo sindaco del Movimento, a Sarego (VI), al quale andrà il nostro sostegno non soltanto morale e tifiamo ed aiutiamo i nostri nei ballottaggi.

Ormai le adesioni si contano quotidianamente e la nostra sede storica, una sala cortesemente e gratuitamente offertaci da gestori di un bar a Ceregnano, è diventata piccola, ma a noi va bene così, per far politica ci autotassiamo come accade sempre quando il volontariato è genuino e i soldi per una sede non li abbiamo.

Con l’aumentare del consenso elettorale si avvicinano anche furbetti annusapoltrone, ma  le ferree regole che ci siamo dati e l’attenzione sempre alta ci permette di tenerli tranquillamente a distanza di sicurezza: se cercano candidature troveranno volantinaggi a dieci gradi sotto zero.

Il Movimento 5 Stelle polesano è cresciuto numericamente e qualitativamente in modo esponenziale ed è pronto alle future sfide senza timori reverenziali nei confronti dei vecchi partiti arroccati nel bunker del loro potere e della vecchia politica.

Loro non si arrenderanno mai, a loro non conviene,  noi neppure.

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mag 13

Il nuovo Piano socio Sanitario Regionale riorganizzata tutta la sanità veneta, ponendo dei paletti che in Polesine possono significare la perdita di reparti ospedalieri irrinunciabili.
alcuni dati: 1 USL per un bacino di 250.000 abitanti, 1 ospedale principale per 1 milione di residenti, 1 reparto nascite ogni mille nati, taglio dei posti letto dal 4,5 al 4 per mille. Le regole proposte dal piano, andranno però attuate per mezzo delle schede ospedaliere, ancora da definire. Pertanto noi siamo convinti che esistano margini di intervento per modifiche e migliorie. All’incontro organizzato a Ceregnano la scorsa settimana hanno partecipato cittadini di Adria, Badia, Trecenta, Porto Viro, Ceregnano e Rovigo e ne è nata una discussione proficua che permesso di mettere le basi per ulteriori momenti di confronto. vista la grande partecipazione abbiamo pensato di organizzare la prossima nella sala Flaminia al museo dei Grandi Fiumi confidando nella voglia dei cittadini di riprendersi le redini di un’ istituzione vitale come quella che riguarda la sanità.
Vi aspettiamo e contiamo che sarete tanti MARTEDI’ 15 MAGGIO ALLE ORE 21,00 PRESSO LA SALA FLAMINIA DEL MUSEO DEI GRANDI FIUMI.

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lug 17

CENTRALE A TURBOGAS: DI LOREO: PERICOLO DIMENTICATO?

Il problema “centrali” è centrale  in Polesine. Ce ne sono per tutti i gusti e se qualche tipologia risulta ancora mancante sicuramente tra poco verrà proposta da qualche società formata alla bisogna.

Tra le varie centrali sembra passata nell’oblio quella a turbogas proposta dalla West Energy,   a Loreo, un mausoleo inquinante di 800 Megawatt che è seconda soltanto, in termini di inquinamento e danni possibili, solo al carbone portotollese., ma le millanta centraline a biogas, biomasse, biodiesel, combinate e intrecciate e chi più ne ha più ne metta, la incalzano da vicino.

Il sito individuato per la collocazione della centrale è nell’area delle ex acciaierie S. Marco, nei pressi del canale Po di Brondolo, tra Loreo e Villaggio Norge di Rosolina. L’impianto, proposto ha ottenuto il via libera dal Ministero dell’Ambiente e dei Beni Culturali con decreto del 7 maggio 2009.

Il progettoo prevede una centrale a turbogas a ciclo combinato da 800 MW, appunto, con rendimento energetico intorno al 57-60%. Un impianto di questo tipo sfrutta la combustione del gas naturale estratto dal terreno, per la produzione di energia elettrica. Quest’ultimo, tuttavia, non contiene esclusivamente metano, ma di una miscela del medesimo e di propano, altri idrocarburi, zolfo e metalli pesanti.

I principali fattori di impatto ambientale causato da una centrale a turbogas sono costituiti primariamente dalle emissioni in atmosfera di ossidi di azoto, responsabili del buco dell’ozono e delle piogge acide, che si aggirano intorno alle 1700 tonnellate; il monossido di carbonio, sempre piogge acide, e CO2, responsabile dell’effetto serra. Accanto al particolato primario, ottenuto dalla combustione, è importante considerare gli effetti del cosiddetto PM10 e polveri ultrasottili, consistenti in particelle liquide o solide derivanti dalla trasformazione di alcuni gas (composti dell’azoto o dello zolfo), polveri, microgocce di vapore acqueo, metalli pesanti, sostanze cancerogene ed altri composti tossici. L’ammontare di polveri sottili e ultrasottili immesso in atmosfera da parte della centrale a turbogas si aggirerebbe intorno a 164 tonnellate all’anno, con un conseguente effetto peggiorativo sul clima circostante (aumento di nebbie) e l’esito estremamente negativo sulla salute umana, in quanto favoriscono emboli e trombosi, azione vasocostruttrice e tossicità direttamente sul cuore.

Una centrale a turbogas influisce, nell’ambiente in cui è presente, con una peso pari al 40% sulle malattie legate al metabolismo corporeo nei bambini  e del 30% sugli adulti.

Una centrale di questo tipo usa moltissima acqua che poi reimmette piu calda nell’ambiente circostante di fatto alterandolo, e produce un forte inquinamento acustico.

Ne abbiamo bisogno davvero nel  Parco del Delta del Po?

Una centrale elettrica (inutile come le altre) in più non comporta più benefici rispetto a un’oasi naturale. ricca di risorse mai sfruttate. Gli svantaggi che una centrale di questo tipo comporterebbe sono di gran lunga maggiori rispetto ai pochi fattori positivi.

Sfortunatamente, come per il carbone e il resto del centralume, si esaltano solo questi ultimi, in quanto, nel periodo difficile che l’Italia sta vivendo, risulta assai facile guadagnare assensi ed approvazione millantando nuovi posti di lavoro.

Questo ambiente unico e prezioso sarà irrimediabilmente deturpato ci si accorgerà  di averlo lasciato fare in cambio di nulla.

Noi del Movimento 5 Stelle faremo di tutto per evitare che quel momento arrivi e cercheremo di opporci in modo forte e deciso ad ogni impianto venga calato a forza in Polesine senza pianificazione e valutazione delle necessità.

Giulia Turatti

Movimento 5 Stelle

Loreo

 

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lug 07

Pronunciare la frase “emergenza rifiuti” fa correre, negli ultimi
lustri, il pensiero a Napoli dove questa, tra camorra vera e propria e
mafiosità politico-imprenditoriali, è stata un ricco buffet in cui
troppi si sono buttati a capofitto senza mai l’interesse vero di
risolvere il problema (per godere dei suoi frutti meglio non tagliare
l’albero).
Il clima politico a Napoli sembra mutato e vi sono buone prospettive
che la soluzione arrivi finalmente a sollevare la città dall’annosa
piaga dell’immondizia.
Lo stato emergenziale è ancora nel suo pieno sviluppo, comunque, e per
questo crediamo sia giusto che tutte le regioni si facciano carico di
dare una mano anche se la Lega, che “dimentica” che almeno l’80% dei
rifiuti abusivi calati in Campania provengono dal ricco nord, non
vorrebbe saperne.
Lungi dal fatto di considerarlo un lucroso affare come fanno certi
vecchi politici finti paladini dell’ambiente, ma amanti del cemento,
dell’incenerimento e del carbone, noi del Movimento 5 Stelle abbiamo
proposte concrete per una soluzione seria del problema:
- Accoglienza periodica fuori regione dei rifiuti in eccesso vincolata
ad un piano operativo chiaro e trasparente che porti nel giro di un
periodo di tempo predefinito (es. un paio d’anni) all’autosufficienza
nel ciclo di smaltimento e (soprattutto) riciclo del rifiuto.
- Audit periodici eseguiti dalle regioni interessate o da enti super
partes per verificare il regolare adeguamento del ciclo del rifiuto.
- Entrata in funzione del SISTRI  (Sistema di controllo della
tracciabilità dei rifiuti), troppo a lungo proprogata.

Mentre per il SISTRI i tempi sono prettamente tecnici il primo punto
ed il secondo potrebbero già oggi essere attuati, con la certezza di
operare nella trasparenza e correttezza e al riparo dalle solite
strumentalizzate e demagogiche critiche leghiste…

Massimo Dall’Aglio
Movimento 5 Stelle
Rovigo

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mag 03

Domenica 1 maggio, numerosi attivisti del Movimento 5 Stelle, partendo dalla “sede elettorale a costo zero”, il gazebo che da diversi mesi ogni domenica i cittadini possono trovare nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele II, hanno volantinato nelle vie e piazze del centro di Rovigo per ricordare il prossimo arrivo, sabato 7 maggio 2011, alle ore 19 in Piazza Vittorio Emanuele II, di Beppe Grillo in sostegno della candidata a sindaco di Rovigo Michela Furin.

Nell’occasione è stato allestito, nei pressi del gazebo, un piccolo cimitaero in memoria della partitocrazia defunta e sono stati invitati i numerosissimi cittadini che passavano a dedicare un minuto di silenzio o una prece davanti alle lapidi.

Tra la promozione della venuta di Grillo e l’iniziativa ironica c’è stato spazio per comunicare ai cittadini interessati i punti salienti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle per la città di Rovigo. Movimento 5 Stelle Rovigo

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feb 18

 

 

Finalmente un po’ di chiarezza nella vicenda della centrale a biogas di Papozze, viene allo scoperto la società che sappiamo essere da diversi mesi sul territorio alla ricerca di terreni per le coltivazioni necessarie ad alimentarla. Sappiamo noi, del Movimento 5 Stelle, diciamo, in quanto il sindaco Guolo sembrava invece all’oscuro di tutto, almeno da quanto da lui stesso dichiarato nel Consiglio comunale aperto convocato all’uopo qualche settimana fa.

Ci sfugge la logica secondo la quale un impianto tanto salubre da migliorare quasi la qualità ambientale, secondo Ivano Boaretti, amministratore delegato di Agri.Capital Italia srl, la società che propone la centrale, venga tenuto sotto silenzio, o addurittura se ne sia negata l’esistenza.

Già, quest’omertà, quest’assenza di trasparenza è sospetta e si dovrebbe renderne conto ai cittadini di Papozze (ma in molti altri Comuni non si sta meglio).

E se fosse non conoscenza a livello comunale sarebbe tanto più grave in quanto un sindaco è il primo responsabile di quanto avviene entro i confini amministrati.

A noi del Movimento 5 Stelle, che siamo per un Comune che sia una casa di vetro, che pensiamo all’amministrazione partecipata, già questo basta e avanza per intervenire se non fosse che ci è stato chiesto di occuparcene da cittadini di Papozze preoccupati dei “rumors” a cui non venivano date spiegazioni o risposte.

Su quanto afferma Agri.Capital poi, tralasciando la già pesante questione del consumo di terreno agricolo finalizzandolo a scopi non consoni e impoverendolo con anni di pesante monocoltura, riteniamo sia giusto, qui e ovunque si propongano impianti similari, avere a disposizione più informazioni possibili.

In quest’ottica abbiamo organizzato, per il 26 febbraio 2011, alle ore 17, nel Palazzetto dello sport di Papozze un incontro-dibattito pubblico con nostri esperti che andranno ad affrontare le criticità legate all’impianto.

Ci farebbe piacere fossero presenti, estenderemo loro un invito ufficiale, sia il sindaco di Papozze che i rappresentanti e i tecnici di Agri.Capital Italia ai quali fin d’ora chiediamo di poter vedere il progetto integrale per valutarlo.

Aldilà delle rassicuranti parole di Boaretti sappiamo che questo tipo di impianti trovano spesso resistenze alla loro costruzione dove sono proposti.

C’è una serie di problemi legati alle centrali a biogas che non consentono proprio di definirle “a impatto zero”.

I problemi che si pongono sono:

- odori e insetti (liquami e deiezioni animali trattate)

- mezzi di trasporto (traffico e inquinamento)

- rumori

- emissioni in atmosfera (composti organici totali, compresi composti cancerogeni,monossido di carbonio,

diossido di azoto, anidride solforosa, acido cloridrico, polveri fini e ultrafini, ma anche ozono  e diossine).

- scarti e rifiuti

- utilizzo e scarico acqua.

Più in generale dovrebbero utilizzare degli scarti di produzione, e non "rubare" terreno per coltivazioni dedicate, dai quali ricavare energia e compost per l’agricoltura.

Se non è rispettata questa  condizione fondamentale  l’impianto perde il requisito della sostenibilità  ambientale e pure economica (considerando la CO2 emessa nelle coltivazioni e nei trasporti e l'energia consumata nelle stesse fasi i bilanci ambientale ed energetico vanno in passivo) se non fosse per la massa di incentivi statali, vera "mission" delle società proponenti, a cui attinge.

E non è chiaro, a incentivi terminati, quale potrà essere la sorte dell'impianto e chi dovrà gestirne, anche economicamente, l'eventuale demolizione.

Aspettiamo risposte.

 

Vanni Destro

Movimento 5 Stelle

Rovigo

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feb 03

Un mostro di cemento e asfalto lungo oltre 400 km: è la nuova autostrada Mestre-Orte-Civitavecchia,la cosiddetta Romea Commerciale. Di fatto corre in parallelo all’attuale Romea e, a partire da Ravenna, il nuovo tracciato segue esattamente l’autostrada A13 Bologna-Padova.
Si dice che la Romea Commerciale non costerà nulla ai contribuenti italiani ma – sul costo stimato di 10 miliardi di euro -  1,4 miliardi saranno pubblici. Soldi che vengono così sottratti alla priorità inderogabile di messa in sicurezza della strada più insanguinata d’Italia, l’attuale tracciato della Romea-killer per il quale, invece, non è previsto un centesimo. Più conveniente per le tasche di qualcuno costruire una nuova autostrada  invece di potenziale con la terza corsia la A13, che potrebbe così diventare via obbligata per il traffico pesante togliendo dall’attuale Romea i pericolosi tir e sfruttando appieno il circuito dell’A4 servito dal nuovo Passante di Mestre.
Sarebbe sufficiente completare il collegamento autostradale tra  Ferrara sud e Ravenna per avere accesso al porto merci di Ravenna. Questo percorso Ferrara, Ravenna, Padova sarebbe ottimale per ottimizzare gli interporti dal futuro snodo logistico di Rovigo a quello di Padova sfruttando e potenziando il sistema acqua-ferrovia, come d’altra parte prevede il Piano generale dei trasporti e della logistica, che punta a ridurre i trasporti su gomma.
Invece da noi i politici che fanno? Cemento, cemento, cemento e traffici su gomma.
Questi sono i numeri del progetto della Romea Commerciale che taglia in due le campagne venete:
-147 sovrappassi
-268 sottovie
-oltre 52 km di viadotti
-17 km in galleria
-17 nuovi svincoli di cui 5 in Veneto fra cui una barriera autostradale.
-costo: 10 miliardi di euro in finanza di progetto con un contributo pubblico di 1,4 miliardi
-Il proponente: GEFIP Holding S.A. (con sede in Belgio) dell’europarlamentare PdL Vito Bonsignore (plurindagato e condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per corruzione).
Solo in Veneto il tracciato è lungo 125 km e prevede un consumo di suolo superiore a 331 ettari (86,7% terreni agricoli). Nella sua strada incontra 11.00 ettari di Siti di Interesse Comunitario Interesse Comunitario (SIC), 5.800 ettari di Zone a Protezione Speciale (ZPS) e 8.300 ettari di parchi regionali e zone di grande pregio naturalistico quali la quali la laguna di Venezia, la zona archeologica della Riviera sud, le valli di Comacchio e il Parco del Delta del Po.
Vogliamo fermare questo scempio?
Michela Furin
Movimento 5 Stelle Rovigo

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gen 02

E come tradizione la fine di un anno è il tempo di bilanci.

Il Movimento5stelle di Rovigo ricorderà particolarmente quest’anno, non solo per aver mosso i primi passi in ambito locale, ma soprattutto perché è straordinariamente cresciuto in città ed in provincia, facendosi faticosamente largo nel poco spazio lasciato dai partiti.

Un lungo anno che ci ha visto coinvolti in battaglie importanti per la salvaguardia del nostro territorio e per la salute dei suoi cittadini.

Abbiamo detto “Stop alle trivellazioni”, informando la popolazione sui danni derivanti da tale scellerato programma e raccogliendo oltre 5.000 firme per bloccare in partenza l’iter approvativo delle richieste della Aleanna Resources.

Abbiamo dato man forte al Comitato “Acqua bene comune” con la raccolta di ben 6.300 le firme per salvaguardare dalla privatizzazione di un bene prezioso per ogni cittadino del mondo: “l’acqua”.

Abbiamo cercato attraverso azioni e comunicati di tenere vivo l’interesse su tante tematiche che coinvolgono la nostra città e provincia: il malcostume della “casta” e quelle brutte abitudini all’inciucio e all’arraffo; i problemi legati al lavoro uno tra tutti la Bassano Grimeca; la mala-gestione dei parcheggi in città; l’assurda Politica della cementificazione che vedrà prossimamente interessato il nostro territorio da due devastanti infrastrutture viarie quali la Orte-Mestre e la Nogara Mare, il nostro sostegno alla Magistratura che opera a difesa della collettività, la nostra opposizione allo scempio di risorse naturali fondamentali da ogni punto di vista per il Polesine come il Delta del Po, la lotta contro gli OGM a favore di un’agricoltura di qualità, ci siamo sporcati volentieri di fango portando il nostro modesto aiuto ai cittadini di Bovolenta alluvionata e abbiamo proposto che i Comuni polesani di sacrificarie le luminarie in favore degli aiuti agli alluvionati e qualcuno ha accolto l’appello. E molto altro ancora

Ora, cittadini tra i cittadini, ci stiamo organizzando per affrontare le elezioni amministrative del 2011.

Io sono il candidato sindaco, ma sarò semplicemente il terminale istituzionale di ciò che tanti cittadini come me decideranno.

Abbiamo un programma in cantiere che sarà sviluppato anche grazie ai suggerimenti che raccoglieremo dai nostri concittadini. Abbiamo tante energie, tanta volontà e determinazione. Siamo in Movimento !

Michela Furin

 Movimento5 Stelle

Rovigo

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nov 08

L’ Assessore al Bilancio del Comune di Rovigo Angelo Milan, con forte interessi nel ramo delle costruzioni fa l’elegia delle infrastrutture nel Veneto e delle occasioni cementificatorie mancate in Polesine e delle magnifiche sorti e progressive del calcestruzzo per il futuro polesano.

Michela Furin,  candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle alle prossime ammninistrative al Conune di Rovigo gli risponde puntualmente e senza sbagliare un  colpo.

Noi del Movimento 5 stelle di Rovigo vorremmo fare alcune considerazioni e porre delle domande sull’outing fatto dall’assessore Milan in merito alle prospettive di sviluppo in Polesine e alle occasioni mancate.
L’assessore sostiene che nello scenario del nuovo piano nazionale della logistica di luglio 2010, il Veneto ha sicuramente un ruolo centrale e che anche il Polesine non dovrebbe perdere l’occasione per investimenti che porteranno sviluppo economico al territorio.
Lo stesso Milan, parlando delle infrastrutture polesane già realizzate, dichiara nella sostanza che  l’interporto è stato un flop, dell’idrovia se ne parla ciclicamente da 20 anni ma senza nulla di concreto e su tutto questo pesa, come da sua stessa ammissione, la mancata coesione della politica e delle istituzioni locali – di cui lui stesso da lungo tempo fa parte – nei progetti di sviluppo del territorio.
In questi giorni la nostra regione è  stata messa in ginocchio dalle forti piogge che hanno provocato disastri idrogeologici, evidenziando una fragilità territoriale ampiamente trascurata. Come è possibile pensare di realizzare nuove grandi infrastrutture se si fatica a reperire i finanziamenti per sistemare i danni e aiutare popolazioni e attività imprenditoriali colpite dalla calamità?
Le nuove progettualità non dovrebbero tener conto delle priorità territoriali? Prima di gravare il polesine di nuove infrastrutture e cementificazioni, non sarebbe opportuno metterlo in sicurezza? Nessuno con buon senso metterebbe ulteriore carico su un tavolo zoppo, prima di sistemarne le gambe!
Le riflessioni dell’assessore Milan sono in continuità con la politica di cementificazione del buon vecchio Marangon.  D’altra parte il cemento – e gli interessi che girano intorno alle grandi opere – non hanno colore politico.
I ragionamenti proposti dall’assessore, a noi sembrano il classico modello di sviluppo economico disancorato dal territorio sul quale dovrebbe insistere. Non capiamo  come l’assessore Milan ritenga che la Romea Commerciale o la piattaforma a mare possano essere considerate “sviluppo ambientalmente ed economicamente sostenibile”,  visto che anche i privati, interessati  all’investimento sulla banchina offshore,  alla fine si sono defilati.
Non sarebbe meglio formulare proposte di attività legate al territorio , basate sulle risorse esistenti che ne potenzino e ne valorizzino le peculiarità?

Turismo, agricoltura di qualità, pesca, filiere corte e ambiente sono stati temi di convegni svoltisi ultimamente nella nostra provincia e  molto pubblicizzati, ma che non hanno riscontro nelle scelte politiche dei nostri amministratori.
Questi interventi mirati a livello locale,  hanno tempi di realizzazione più brevi e richiedono investimenti molto più contenuti rispetto alle grandi opere, avrebbero un ritorno economico immediato a favore dei polesani e potrebbero portare ad una vera condivisione di intenti fra la politica, l’imprenditoria e i cittadini.
L’unica cosa che viene da pensare è che su questi investimenti in cui la collettività ci guadagna altri non ricavino granchè.
Meglio il cemento amato, vero?
Michela furin
Movimento5stelle rovigo

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ago 14

La fase iniziale del Movimento in provincia di Rovigo!

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