gen 25

All’articolo L’OSPEDALE AD HANDYCAP http://www.movimento5stellerovigo.it/blog/?p=6968 di Barbara Businaro, l’Assessore Piscopo risponde con un “Dovrebbe rivolgersi al direttore generale – spiega – perché la competenza non è del Comune”
Ecco la risposta di Barbara Businaro

L’Assessore Piscopo e’ sicuramente persona molto impegnata e gli concedo, dunque, di aver letto frettolosamente il mio intervento in merito all’accesso all’ospedale della nostra città.
Egli sostiene che essendomi rivolta all’amministrazione comunale io abbia sbagliato interlocutore. Ma l’Assessore sicuramente saprà che il Sindaco Bruno Piva rappresenta le istanze di questa città all’interno della conferenza dei Sindaci, organismo che ha il compito di interloquire proprio con il Direttore della nostra Ulss.
Come avevo scritto, le cose da me riportate erano già state fatte notare all’ormai ex Direttore, Dott. Marcolongo. Visto l’insediamento del nuovo Direttore, Dott. Arturo Orsini, sarebbe utile che il Sindaco Piva sottolineasse ancora una volta l’urgenza con la quale certi problemi dovrebbero essere risolti, perché causa di enormi disagi quotidiani a tantissimi cittadini. Considerata la non rosea situazione economica dell’intero comparto pubblico, sarebbe auspicabile la massima collaborazione tra enti, al fine di non far pesare sempre sugli ultimi (i cittadini) errori commessi in passato e sui quali non intendo fare polemica.
Per quanto riguarda, ad esempio, la fermata dell’autobus di fronte alla ex entrata del nosocomio, penso che la nostra società partecipata, Asm Spa, potrebbe essere interpellata allo scopo di poter dare una pensilina ai “coraggiosi” che li attendono un mezzo pubblico, in balia del meteo.
Studiare una soluzione alternativa per migliorare la viabilità di fronte al nuovo accesso, al fine di favorire l’arrivo dei mezzi in prossimità dell’entrata, sicuramente e’ qualcosa in cui il Comune stesso dovrà collaborare. Perché, dunque, non farsi portavoce di queste semplici istanze, anziché liquidare il tutto con un “non ci compete”? I problemi economici sono sicuramente tanti e per questo bisogna stabilire delle priorità negli interventi. Il M5S, dunque, segnala una delle priorità, sentita anche da altri consiglieri. La proposta di una pensilina che permetta di coprire il lungo tragitto dal parcheggio al faraonico accesso, potrebbe essere finanziata attraverso l’assegnazione di spazi pubblicitari. E questa e’ solo una proposta, ma sono convinta che collaborando, senza voler cercare inutilmente la polemica, l’intera città ne trarrebbe beneficio.

Barbara Businaro
Movimento 5 Stelle Rovigo

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gen 21

Rendere accessibile con facilita’ a tutti l’ospedale, specie a chi ha qualche difficoltà di deambulazione visto che, loro malgrado, sono proprio queste persone a frequentare con maggiore assiduità il nosocomio.
Questa necessita’, che il M5S aveva portato all’attenzione dell’ex Presidente della Ulss 18, Dott. Marcolongo lo scorso aprile in Consiglio Comunale, e’ stata ribadita dalla sottoscritta durante l’ultima riunione della Commissione pari opportunità. Ci fa piacere che anche la Consigliera Menon, uscita in questi giorni sulla stampa, contribuisca a portare all’attenzione (della Giunta, piu che della cittadinanza, che ne e’ già consapevole) questo problema molto sentito. Il disagio potrebbe essere eliminato con una relativa facilita’. La viabilità della zona parcheggio, essendo di competenza del Comune, dovrebbe essere modificata al fine di far giungere l’autobus direttamente di fronte alla faraonica entrata, e non ad un centinaio di metri da essa.
Sempre il Comune, poi, dovrebbe farsi parte attiva nel richiedere con forza al nuovo Direttore della Ulss appena insediatosi di trovare il modo di creare una passerella coperta che conduca sino alle porte di accesso della struttura. Non bisogna inoltre dimenticarsi dell’altra fermata del bus, quella dalla parte della vecchia entrata: sarebbe quantomeno dignitoso dare una copertura alla misera panchina li posizionata.
L’ex Direttore Marcolongo aveva riferito al Consiglio che, proprio per le esigenze sopra descritte, la via di accesso al vecchio pronto soccorso, evidentemente più idonea al “carico-scarico” di persone con difficoltà motorie, era stata mantenuta aperta. Peccato pero’, che per chi ad esempio accompagna un anziano, diventi praticamente impossibile parcheggiare a breve distanza, e si dovrebbe portare la macchina dall’altro lato dell’ospedale, lasciando nel frattempo il congiunto per lungo tempo in attesa.
Diciamo pure tranquillamente che se in fase di progettazione si fosse pensato di più all’utilizzo reale di tale edificio, piuttosto che concentrare tutti gli sforzi economici nella colossale entrata, ora non ci sarebbe bisogno di parlare di tutto questo. Ma visto che il danno ormai e’ fatto, sarebbe utile che, anche in maniera trasversale, si chiedesse alla giunta di attivare i propri uffici per la parte di diretta competenza comunale (collocazione della fermata del bus e pensiline), mentre per la passerella coperta verso l’entrata si facesse pressione sulla Ulss per un intervenire rapido, che porrebbe fine ad una situazione di grande disagio.

Barbara Businaro
Movimento 5 Stelle Rovigo

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dic 06

Quanti cittadini di Rovigo sanno che il Comune ha adottato un provvedimento per il contenimento e la riduzione dell’inquinamento urbano?
Accanto al provvedimento del blocco del traffico per le auto inquinanti euro 0-1-2, la Giunta ha varato ulteriori provvedimenti per ridurre le polveri sottili (PM10) in città.
Nella Ordinanza n. OD/2012/627 del 30.11.2012 si legge che a casa, negli uffici, nei negozi, negli ambienti sportivi, nei luoghi di culto e nelle sedi di associazioni tutti dovremmo tenere il riscaldamento a 19°, nei capannoni artigianali-industriali non dovrebbe superare i 17°, mentre chi ha installato stufe a pellet o termo camini per risparmiare sulla bolletta del gas, dovrà usarli per sole tre ore al giorno.
Ma chi verificherà che queste prescrizioni verranno rispettate?
Non esiste una banca dati degli impianti esistenti nel comune, che indichi anno di installazione e prestazioni energetiche, pur essendo previsto dalla legge 10/91 e ribadito dal regolamento per l’esecuzione del controllo del rendimento e dello stato di esercizio e manutenzione degli impianti termici, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 82 del 30.09.2004. Nemmeno per gli edifici pubblici.
Il Comune, dopo aver revocato nel 2008 il servizio di verifica degli impianti, ad oggi non ha effettuato più controlli a campione sugli impianti di riscaldamento privati. Ma, pur essendo obbligatorio il controllo per legge, il Comune continua ad incassare i soldi del bollino arancione per un servizio che non svolge ( i cittadini ogni 2 anni con il controllo dei fumi pagano al Comune 6 euro per il bollino rilasciato dal manutentore).
Quale è la somma che l’amministrazione dovrebbe avere accantonato in questi 5 anni? Non è dato a sapersi.
Pur avendo richiesto queste informazioni un a anno fa mediante interrogazione consiliare, è arrivata una risposta parziale pochi giorni fa che omette proprio la parte economica. E in bilancio non esiste una voce apposita, vincolata proprio per questo servizio, in cui vengano accantonate le somme per i controlli degli impianti di riscaldamento. Anzi, parte di questi fondi destinati al servizio di verifica sono stati utilizzati per altre iniziative, quali l’incentivo all’acquisto di bici elettriche o di pannolini lavabili.
L’assessore Bimbatti risponde che il Comune sta valutando a chi affidare prossimamente questo servizio di controllo.
Con cosa pagherà, se i soldi sono stati impiegati per altre cose?

Michela Furin
Movimento 5 Stelle Rovigo
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dic 05


Rovigo ha, finalmente, un regolamento sul referendum consultivo comunale. Dopo un serrato lavoro in Commissione, che ha visto l’impegno congiunto di maggioranza e opposizione, e’ giunta in Consiglio comunale la proposta di delibera che la città attendeva da anni, per rendere concreto un diritto sino ad ora presente solo sulla carta. Come Movimento 5 Stelle ci sentiamo di dover riconoscere questo merito all’attuale maggioranza.

Ci corre l’obbligo, tuttavia, di motivare il perché della nostra astensione in sede di votazione della delibera complessiva.

Il Regolamento riguarda, oltre al Referendum consultivo, altri istituti di partecipazione di non meno valore, come le assemblee e le consultazioni pubbliche, cui avranno accesso tutti i residenti che abbiano compiuto i 16 anni.

Solo per il Referendum consultivo locale, tuttavia, si circoscrive la possibilità di partecipazione: avranno diritto di voto solo i cittadini italiani iscritti alle liste elettorali del comune e i comunitari iscritti alle liste collegate. Per dirla in parole molto semplici, tutti quei cittadini extracomunitari, regolarmente residenti sul territorio da anni, che vivono le problematiche della città nel quotidiano, non avranno la possibilità di prendere parte a questo istituto di partecipazione.

A nostro avviso, si tratta di un’occasione mancata verso la strada di un maggior coinvolgimento delle comunità straniere presenti a Rovigo, nell’ottica del dialogo che spesso si dimostra fondamentale per superare i problemi più comuni. L’emendamento del M5S, sottoscritto anche da Sinistra e frazioni e sostenuto da Sel-Idv, proponeva di allargare il diritto di voto nei referendum locali anche ai residenti nel Comune da almeno 5 anni. In certe nazioni, come il Regno Unito, dopo 5 anni si acquista la cittadinanza! L’allargamento della base elettorale, poi, per consultazioni di questo tipo, e’ auspicata anche dal Testo unico per gli Enti Locali e da numerosi interventi dell’Unione Europea.
Questo genere di azione, a nostro avviso, non dovrebbe essere catalogata, in maniera ideologica, come di destra o di sinistra, ma come una misura dettata dalle esigenze di una società in continua evoluzione. Ci chiediamo: perché, se interpellata la cittadinanza su un quesito che riguarda direttamente la stessa, io posso votare e, per esempio,il mio vicino di casa, extracomunitario, lavoratore regolare che porta i figli nella stessa scuola dei nostri, no? Città come Roma e Venezia, assieme a molte altre in Italia, si sono già aperte a queste forme di partecipazione più estesa.
La delibera che si e’ votata giovedì scorso rappresenta quindi, indubbiamente, un ottimo traguardo per la città di Rovigo, ma ci auguriamo che in futuro i tempi divengano maturi e questo nuovo Regolamento possa evolversi per mettersi davvero al passo con i tempi.

Barbara Businaro
Movimento 5 Stelle Rovigo
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nov 06

L’affaire sull’accorpamento delle provincie di Verona e Rovigo stimola lo spirito campanilistico polesano.
Sul Corriere del Veneto del 4 novembre scorso si sottolinea l’ottimismo del nostro primo cittadino alla fusione con i cugini scaligeri, reclamando una parte attiva scaturita nell’ormai famoso incontro al caffè di Villabartolomea con l’omologo leghista.
E’ fatto ormai noto la contrarietà del Movimento all’istituzione Provincia, figuriamoci alla fusione tra di esse, ma fintanto che ne esisterà anche una sola in tutta Italia dovremmo necessariamente vigilare sul loro operato e soprattutto sulle conseguenze che ricadranno sui cittadini.
Per quanto questa fusione possa rappresentare un effettivo risparmio per la collettività, questo dipenderà ovviamente da come sarà attuata, non è certo la perdita di centralità che ci preoccupa, quanto invece l’effettiva ripercussione nell’organizzazione ed erogazione dei servizi ai cittadini.
Consideriamone uno tra i tanti: gestione del ciclo dei rifiuti.
Tutti sappiamo che a Rovigo il servizio è gestito da ASM Ambiente che deve fare i conti con una discarica ormai colma ed una da realizzare.
A Verona invece il servizio è gestito da AGSM, una multiutility a totale capitale pubblico che nulla invidia ad altre grosse realtà, a detta sempre del nostro primo cittadino.
AGSM effettivamente gestisce per conto del comune la filiera dell’energia elettrica, del gas e dei servizi di pubblica utilità tra cui, ovviamente, la gestione del ciclo dei rifiuti.
AGSM è proprietaria del tristemente noto inceneritore di Ca del Bue, inizialmente progettato per incenerire 180.000 tonnellate al giorno di rifiuti, ora oggetto di un ridimensionamento del 20% per mancanza di rifiuti come affermato dall’Assessore Regionale all’ambiente Maurizio Conte.
Sulla base di questi elementi è legittimo chiedersi che fine faranno i nostri rifiuti ?
In via preventiva chiediamo chiarezza e trasparenza alla nostra amministrazione.
Con la fusione delle province è alto il rischio che i centri decisionali siano trasferiti a Verona tanto che il nostro primo cittadino ha esordito con un sonoro “dovremo tirare fuori gli attributi e trattare alla pari”, a tanto elegante intento rispondiamo anche noi!

Annalisa Marani
Movimento 5 Stelle Polesine
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ott 28

L’assessore Bellinazzi e il sindaco Piva, conti alla mano, danno colpa al patto di stabilità che impedisce di accendere altri mutui per trovare risorse per Rovigo.
Si lamentano che con i tagli dei fondi da parte del governo centrale l’amministrazione ha a disposizione 27 milioni in meno rispetto alla giunta precedente.
E ci sono sempre le sorprese di debiti fuori bilancio, sia pregressi che nuovi, che sottraggono preziosi capitali, soprattutto alla manutenzione stradale e al sociale.
Quindi la scelta di aumentare i costi per i servizi individuali ed aumentare le imposte per i cittadini è stata una scelta obbligata, a detta loro.
Noi vediamo anche altre cose che sono invece imputabili alle scelte poco lungimiranti di questa amministrazione che, con l’acqua alla gola, invece di imparare a nuotare si riempie le tasche di sassi.
Tutti a casa abbiamo visto che i costi delle bollette per luce e gas sono aumentate.
Come Comune di Rovigo spendiamo oltre un milione di euro all’anno x i costi di riscaldamento delle sedi pubbliche e per l’illuminazione pubblica solo in questi ultimi mesi le spese sono aumentate di 200mila euro, finendo tra i debiti fuori bilancio (ossia non preventivati dall’amministrazione).
Eppure, le possibilità per il Comune di abbattere anche oltre del 50% queste spese, facendo una efficace lotta agli sprechi e senza anticipare un euro, ci sono.
Senza fare i conti con il patto di stabilità, senza dover ricorrere all’accensione di mutui, senza accollarsi alcun onere aggiuntivo.
Non è interessante questa cosa?
Chiunque si fermerebbe almeno ad ascoltare di che cosa si tratta per conoscere,capire e valutare.
Tutti, tranne i nostri amministratori che, bravissimi nel giustificarsi per i loro insuccessi, fanno orecchie da mercante nell’ascoltare proposte di soluzioni che vadano oltre il tradizionale loro modo di pensare. Soluzioni che altri comuni italiani invece stanno adottando con grande successo e che qui vengono snobbate a priori.
Inoltre, come 5 stelle, abbiamo ripetutamente segnalato bandi regionali ed europei per reperire risorse per il sociale, per la manutenzione di scuole e case popolari.
Ma, tranne qualche rara accezione, abbiamo assistito all’immobilismo più assoluto da parte dell’amministrazione in questa direzione.
Certo, sono cambiati i tempi e i soldi non vengono più erogati a pioggia con il vecchio sistema ” massì, intanto facciamo richiesta, che tanto a cosa destinarli ci si pensa dopo…”
Ora è necessario che gli uffici presentino progetti mirati per accedere al bando di finanziamento.
Quanti progetti l’assessore Piscopo ha presentato in Regione per trovare soldi?
Erano pronti i progetti per le scuole medie di Grignano, ad esempio, a cui ha revocato lo stanziamento di 100mila euro per la loro manutenzione, per destinarli ad altro.
Magari, presentando domanda in Regione, avrebbe potuto fare entrambe le cose…
Altro modo di accedere ai milioni di euro messi a disposizione dalla comunità europea è quello di affrontare e ridurre le emissioni di co2, mediante progetti di efficienza energetica, mobilità sostenibile, energie rinnovabili, riciclo dei rifiuti.
Per fare tutto ciò bisogna aderire al Patto dei sindaci e cominciare a lavorare in sinergia per l’obiettivo comune: tanti sindaci del territorio polesano hanno già aderito o stanno aderendo al patto, tranne Rovigo che si rifiuta. Perchè? Le diatribe politiche sono più importanti delle sorti della comunità?
Mettere in moto tutti questi sistemi diversi di gestione della cosa pubblica a partire dalla riduzione degli sprechi, passando dall’ottimizzazione delle risorse esistenti, procedendo dalla ricerca di fondi per finire con la realizzazione di progetti sostenibili, darebbe nuovo impulso al mercato del lavoro a partire da quello delle piccole imprese e degli artigiani che caratterizzano la nostra realtà territoriale.
Perchè non si vuole provare, ci chiediamo noi? Dobbiamo perderci ancora molto, prima?

Michela Furin
Movimento 5 Stelle Rovigo
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ott 27

Passi il PAT, forse eccessivamente complicato, passi il piano del traffico, questione spinosa e di importanza vitale per la sempre più caotica città di Rovigo. Ma realmente gli uffici comunali non posseggono le competenze necessarie a stendere il regolamento in materia di “decoro urbano” tanto acclamato e voluto dall’assesore Aniello Piscopo? Perché, a quanto pare, benché la nostra cittadina possa vantare dirigenti in grado di percepire ben 50.000 (cinquantamila) euro di extra-stipendio, tale complesso incarico verrà affidato ad una realtà esterna all’Amministrazione Comunale, con conseguente ulteriore sperpero (ops, investimento) di denaro pubblico, in barba alla crisi economica nazionale, alla crisi economica locale ed in barba a tutti quei cittadini costretti a rinunciare a sempre più dignità per continuare a sopravvivere. Veramente non vi era nessun’altra opzione da valutare, nessun altro ufficio pubblico da coinvolgere per evitare ulteriori uscite?

Anche perché, a voler essere sinceri, questo “bon ton cittadino” imposto suona come paradossale sotto diversi punti di vista: se è vero che l’avere abitazioni esternamente curate e giardini puntualmente sistemati rende l’intero bene pubblico più piacevole e vivibile, è anche vero che non ha alcun senso scagliarsi contro i cittadini (probabilmente già oppressi da altre mille questioni) obbligandoli a rispettare degli standard “qualitativi” elevati quando, per paradosso, grandi aree private e non sono puntualmente abbandonate a loro stesse divenendo, in taluni casi, vere e proprie fonti di pericolo. Basta pensare alla metà privata del parco Maddalena, nella quale l’erba ha ormai inghiottito le panchine una volta impegnate quotidianamente da nonni, genitori e bambini, alla ormai ex piscina Baldetti ormai divenuta una piccola cloaca, alla cospicua fetta della sede della Polizia Locale ormai ben oltre l’essere fatiscente o ai ruderi presenti sul Corso del Popolo all’altezza del ponte di Marabin. Ci si rende conto che non sarà di certo qualche aiuola mal curata o qualche muro scrostato a far storcere il naso ai maniaci dell’ordine e del decoro pubblico.

Ma se si decoro di vuole parlare, la questione non finisce qui. Almeno non dopo un Ottobre Rodigino che di decoroso ha per certi versi avuto ben poco. Sarebbe bastata una rapida visita all’area dedicata alla celeberrima fiera per rendersi conto che, sia a causa della mancanza di servizi igienici pubblici (WC chimici), sia a causa della poca educazione di taluni individui, strade buie e zone meno illuminate dei parchi cittadini sono diventati veri e propri vespasiani a cielo aperto. Possibile che non vi sia alcun modo per limitare questo fenomeno? Possibile che non sia possibile controllare lo stato dei giardini pubblici di Rovigo, almeno quelli vicino al Corso del Popolo il quale, almeno in teoria, dovrebbe essere dotato di un efficientissimo sistema di sicurezza? Le costosissime telecamere recentemente acquistate non funzionano? E, già che si è in tema, non si ritiene semplicemente indecorosa la situazione precaria delle strade a partire dalle piazze principali della città, divenuta un vero e proprio tormento per i numerosi visitatori che Rovigo ha potuto vantare nel corso degli ultimi giorni (tra i quali figurano genitori armati di passeggini e persone diversamente abili)? Si ritiene sia accettabile ufficializzare un evento tanto rilevante dal punto di vista provinciale mantenendo i vicoli in quelle condizioni? Quanto costerà questa fiera all’amministrazione comunale per eventuali richieste di risarcimento danni e infortuni? Ma ancora, che decoro può vantare una cittadina non in grado di organizzare una raccolta differenziata soprattutto considerando che la Regione Veneto mette a disposizione fondi per tale gestione dei rifiuti durante gli eventi fieristici? I costi della mancata differenziazione da chi saranno sostenuti se non dai residenti di Rovigo? E intanto la discarica è in emergenza rifiuti e non si fa nulla per risolvere il problema.

Che l’avere una città pulita ed ordinata sia uno degli obiettivi di questa giunta è più che mai un bene, ma per raggiungere tale obiettivo il lavoro da fare è corposo e non di certo nelle sole mani dei cittadini. Se da una parte è vero che è la mentalità comune l’unico motore in grado di segnare definitivamente il cambiamento, dall’altra è vero anche che chi si preoccupa di regolamenti ed obblighi dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio agendo all’interno delle aree di propria competenza. Puntare il dito verso terzi nella speranza di ottenere un qualsiasi tipo di miglioramento non può produrre altro che tensione ed ulteriore difficoltà, aggravando il problema fino a renderlo insormontabile. Il fine è nobile, il mezzo scelto per raggiungerlo purtroppo, per il momento, assolutamente fallimentare. Ma di tempo per migliorare ce n’è ancora molto…

Marco Baroncini,
Movimento 5 Stelle di Rovigo
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ott 26

Alla fine di una lunga , diciamo, “sperimentazione” arriva l’evidenza: un’auto che attraversa Corso del Popolo genera meno acquisti di un gruppo di persone che lo attraversa a piedi.
Piva e i suoi hombres vertical di Giunta, uomini tutti d’un pezzo che affrontano i problemi senza pentimenti, dopo aver dileggiato, stigmatizzato, arrogantemente non ascoltato le voci dei cittadini che, nel chiedere che il Corso del Popolo fosse mantenuto chiuso, invocavano una larga consultazione dei cittadini sul problema, approdano alla strabiliante conclusione che sul Corso del Popolo meglio decidano i cittadini e non solo i commercianti.
L’amministrazione arriva a tale ingegnosa conclusione dopo quasi un anno che era stata indicata dal Comitato Diritto alla città e da quanti si erano mobilitati per il Corso chiuso.
Intanto un bel po’ di danni sono stati compiuti alla costosa pavimentazione della via principale di Rovigo e sarebbe dignitoso che fossero chiamati a rimediarli coloro che hanno spinto per l’apertura e che ora, magari guardando il registratore di cassa più coperto di ragnatele dell’anno precedente, spingono, probabilmente, in senso opposto.
E per non rimetterci totalmente la già parecchio compromessa immagine, tra Fiera delle parole e altre manifestazioni che, lasciate fuggire da Rovigo, fanno fare grassi affari agli esercenti di altri posti, si affidano, in un impeto di democrazia obbligatoria alla scelta di ascoltare cosa dicono i rodigini sperando che levino loro le castagne dal fuoco dell’ondivaghezza.
Sarebbe quasi da votare per il Corso aperto, giusto per veder arrivare l’ennesimo atto d’imperio della Giunta Piviana che ne impone la chiusura.
Sarebbe da ridere se non fosse il metodo di amministrare consueto: un passo avanti e due indietro, come si ballasse.
D’altronde, non è qui la festa, come direbbe l’Assessore Zangirolami?

Vanni Destro
Movimento 5 Stelle Polesine
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ott 26

Alla fine ci dà ragione anche l’ARPAV con la presentazione del nuovo rapporto sulla produzione e la gestione dei rifiuti nel Veneto.
Spicca su tutti i quotidiani, nella cronaca locale, che anche la nostra città è ben piazzata nella raccolta differenziata dei rifiuti urbani.
Pur non raggiungendo la famosa soglia del 65% si attesta comunque in un bel piazzamento nella differenziata.
Ma in che cosa ci da ragione l’ARPAV rispetto a questo paventato apparente ottimo risultato?
Nel punto più importante di tutta la gestione del ciclo dei rifiuti ovvero il riciclo, per Rovigo questo sconosciuto!
E’ ben diverso il tenore dell’articolo comparso invece sul Corriere del Veneto dal titolo “Discariche svuotate dal riciclo”, scritto così il senso è decisamente diverso.
L’effetto riciclo ha come prima conseguenza una consistente ridu zione dell’apporto di rifiuti agli impianti di cancrovalorizzazione, come li chiamiamo noi, tale da metterne in discussione il mantenimento in funzione, e tra quelli esistenti, con costi di gestione quelli si non indifferenti, non rimarrà che contenersi l’ambito rifiuto.
L’effetto riciclo porta ad una seconda conclusione, come dice lo stesso Assessore Regionale Conte, ovvero cominciare a chiudere qualche discarica, ovvio.
Dieci discariche in tutto il Veneto di cui una a Rovigo pronta per essere ampliata, Taglietto 1 con i suoi ben noti 40 milioni di realizzazione e soli 10 anni di vita.
Mesi e mesi di articoli sulle fusioni societarie, sull’ammissibilità o meno di un socio privato nella società di gestione non hanno fatto altro che distogliere l’attenzione dal vero problema, ovvero cosa fare dei nostri rifiuti !
E’ dalla campagna elettorale che il Movimento 5 Stelle propone e sostiene il modello del Centro di Riciclo di Vedelago, perché riciclare i rifiuti significa creare posti di lavoro, ridurre la tariffa dei rifiuti per i cittadini e salvaguardare l’ambiente. Di questi tempi, con una crisi che non perdona, è compito della politica farsi attiva promotrice di progetti trasversali, ad alto impatto migliorativo sulla vita dei cittadini come quello che proponiamo noi.
Il 9 marzo di quest’anno abbiamo chiesto al Presidente della Provincia di convocare un consiglio Provinciale aperto per trattare la questione dei rifiuti dal punto di vista delle Eco-innovation, con relatori per la Commissione Europea per le Eco-Innovation, la sig. Carla Poli di Treviso e l’assessore all’ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi il sig. Ezio Orzes, per inciso provengono dai due Comuni fiori all’occhiello del rapporto ARPAV.
Non abbiamo avuto alcun tipo di riscontro, tanto meno dalla Giunta Comunale e dal Sindaco ai quali abbiamo distribuito nell’ottobre 2010 un DVD intervista da noi realizzato al Centro di Vedelago. Questo significa essere indifferenti !
Ma noi non molliamo !

Annalisa Marani
Movimento 5 Stelle Rovigo
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ott 24

Come in un giallo degno del più avvincente Sherlock Holmes, alle prese anche lui con mostri e animali pseudo mitologici, anche a Rovigo al calar delle tenebre e all’innalzarsi delle fitte nebbie un mostro si aggira periglioso e impaurente sovrastando i poveri giovanil popolani: dopo il mastino dei Baskerville, la palestra di Via Parenzo.
Direte ceh centra?
Ebbene si, maledetto Carter, lo hai scoperto anche stavolta: c’è un mistero intriso di un dramma.
Che nulla sarebbe se fosse una finzione scenica o fumettistica, ma colpiusce la salute dei nostri giovani pargoli che affollano nelle ore di ginnastica e di sport la suddetta palestra, la quale rtisulta ricoperta di quel fantomatico quanto dannoso amianto che tante vittime ha seminato nei decenni di suo utilizzo come copertura di stabili e capannoni.
Ma come ancora scuole e palestre ceh non sono state sanate e purificate da tal criminal avvelenatore? Ancora no.
Perchè? Perchè chi se ne doveva occupare non se ne è occupato.
E questo dal lontano 2005: il problema ha attraversato 2 Giunte (Avezzù e Merchiori) indenne e ancora con la presente non si capisce se verrà debellato il pericolo incombente.
Eppure ci sono leggi che obbligano la rimozione e il risanamento da tali coperture, ma non solo: esistono anceh possibilità di recupero degli investimenti con le detrazioni fiscali per gli investimenti relativi.
Aggiungo che con l’avvento del fotovoltaico e dei conti energie c’è anche la possibilità di ottenere anche degli incentivi importanti per copreire e mettere a reddito l’investimento stesso. Se fosse stato affrontato sotto la Giunta Merchiori (e chi avrebbe dovuto occuparsene, la Sig.ra Romeo o il Sig. Borsetto? O addirittura la Provincia?) con gliincentivi di allora l’operazione smaltimento e sostituzione dell’amianto con un tetto “normale” con sovrapposti i pannelli avrebbe portato un duplice vantaggio: dare energia “gratuita” (dal sole) alla scuola (notevole risparmio nei consumi di esercizio della stessa) oltre che un ritorno economico del 2/300% circa dell’investimento fatto (grazie agli incentivi).
Invece? Nulla di tutto questo.
Mi auguro che l’attuale Giunta si faccia carico della cosa e la risolva magari approfittando del V Conto Energia per dare un doppio segnale alla cittadinanza: rispamrio energetico e salvaguardia della salute dei nostri giovani ragazzi.
Altrimenti ci ritroveremo ancor con la visione del nostro investigatore che accompagnato dal fedele compagno, il Dr. Watson, potrà solo constatare la caducità della salute inflitta da questo ecomostro ancora libero di agire tra le nebbie e le lande della nostra povera terra polesana.
Ma attenzione: le sorprese non finiscono qui. A fianco di questo ecomostro un altro giace silente, di ligneo scheletro e copertura plastificata, in attesa dell’ora giusta di assurgere, come un Godzilla dal mare, a irradiare il suo economico furore di dispersione di soldi pubblici.
Chiunque circoli per Via Parenzo lo conosce e ne ha paura … ma, si sa, questa è un’altra storia …

Vittorio La Paglia
Movimento 5 Stelle
www.movimento5stellerovigo

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