apr 19

Il problema del commercio in centro non deriva dall’interruzione del traffico automobilistico, ma dalla mancata differenziazione dell’offerta rispetto alla grande distribuzione; in tutte le città di media-grande dimensione la funzione economica del centro storico è accresciuta dal valore culturale e di identità, dalla qualità e dal prestigio dei punti di attrazione.

Discutiamo se i parcheggi sono sufficienti, comodi o economici, ma il vero problema è decidere come rendere attrattiva la città.

La nostra proposta è utilizzare il grande spazio del Corso del Popolo – dall’area dei Giardini fino al Conservatorio – come un esteso museo a cielo aperto per grandi installazioni di arte contemporanea di richiamo internazionale, come appuntamento ripetuto negli anni con la progettazione di una serie di curatori selezionati proprio per diversificare il progetto e ampliare le relazioni con altre città europee; gli esempi di successo per la “street art” sono innumerevoli.

L’obiettivo è competere ad altissimo livello – grazie al collegamento stabile con l’Accademia dei Concordi, Il Museo dei Grandi Fiumi, il Palazzo Roverella, il Teatro Sociale – per riuscire finalmente ad ottenere finanziamenti europei di importo rilevante.

Le installazioni d’arte, progettate da artisti internazionali, potranno essere realizzate in sede da imprese e artigiani locali, specializzate nei settori del legno, della ceramica, del vetro, dei nuovi materiali hi-tech, dell’illuminazione.

Aggiungerei anche la grande occasione che si può offrire al Laboratorio del Teatro Sociale per estendere l’ambito delle  competenze e, con il maggiore fatturato, investire sulla formazione delle maestranze.

Il commercio di qualità – con prodotti unici non facilmente acquistabili altrove o via internet – si adatterà facilmente ai nuovi flussi turistici che Rovigo potrà cominciare ad attrarre.

 

 

Ivaldo Vernelli

Candidato Sindaco

Movimento 5 Stelle Rovigo

 

Scritto da Nicola Basaglia

apr 17

DALLA LEGA A FORZA ITALIA ED AI SERVI DEL POTERE PASSANDO ATTRAVERSO I SOLITI RICATTI E COMPROMESSI E PRENDENDO PER I FONDELLI I CITTADINI

Eccoci presentate le MANCE ELETTORALI, la spartizione del TESORETTO DI FINE LEGISLATURA da parte dei politici mestieranti e dei partiti al governo regionale LEGA e FORZA ITALIA

50 MILIONI SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE BEN MIRATI AI PROPRI BACINI DI VOTI, infatti dei 3.7 milioni destinati al Polesine, oltre la metà sono andati ad Adria, pochissimi a Rovigo e non si capisce perché solo a 3 associazioni che a vario titolo sono legate al candidato sindaco Paolo Avezzù, qualcosa ad altre 7 pubbliche amministrazioni e un obolo alla Parrocchia, niente al resto della PROVINCIA.

PER INCASSARE IL Sì, DAGLI ALLEATI, AL BILANCIO DI PREVISIONE REGIONALE DEL 2015, ZAIA HA DOVUTO INSERIRE UN MAXI EMENDAMENTO DA 50 MILIONI DESTINATO AD “INTERVENTI PER IL SOSTEGNO E LA RIPRESA ECONOMICA DEL VENETO”

Leggiamoli insieme e ditemi se possono essere CREDIBILI e FUNZIONALI le varie destinazioni alla RIPRESA ECONOMICA DEL VENETO:

100.mila CROCE VERDE per attività istituzionali

45.mila TEATRO PARROCCHIALE di ROSOLINA

150.mila SCUOLA MATERNA di CEREGNANO

550.mila CEREGNANO per gli argini

50.mila VIDEOSORVEGLIANZA LENDINARA

30.mila ASSOCIAZIONE SMILE AFRICA

30.mila CENTRO CULTURALE SICHIROLLO

30.mila COMITATO PALATUCCI

250.mila CASA DI RIPOSO e interventi vari CRESPINO

250.mila GAVELLO interventi stradali

200.mila VILLANOVA MARCHESANA interventi stradali

160.mila GIACCIANO CON BARUCHELLA sicurezza stradale

70.mila LUSIA rifacimento marciapiedi

260.mila PETTORAZZA GRIMANI ampliamento impianto sportivo

454.mila ADRIA per edifici comunali

190.mila ADRIA teatro comunale (per le lesioni post terremoto)

960.mila ADRIA piscina comunale

NOI CITTADINI CI SENTIAMO PRESI IN GIRO, DI QUALE RIPRESA ECONOMICA PARLIAMO?

Se entriamo nel merito dei singoli interventi, potremmo anche ritenerli importanti e prioritari per i cittadini, con qualche perplessità per alcuni, ma non lo sono più dal momento che innescano una chiara discriminante nella scelta a danno delle altre amministrazioni comunali del Polesine non TARGATE LEGA/FORZA ITALIA.

Allora bisogna avere il coraggio di chiamarle con il loro vero nome, regalie, mance e riconoscimenti palesi alle amministrazioni fedeli all’assessore Regionale polesano ISI COPPOLA per incassare a sua volta il sostegno a lei o chi per lei nella prossima corsa alle elezioni Regionali.

50 milioni di Euro di regali elettorali, in Sicilia sarebbe ‘voto di scambio’ senza alcun obiettivo di sviluppo.

TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE CERTO PERCHE’ ORMAI TUTTI HANNO SMESSO DI VERGOGNARSI ED I CITTADINI DI INDIGNARSI.

3.700.000 AL POLESINE ma rigorosamente come avete visto agli amici o agli amici degli amici. Ci piace perché è proprio di ieri la bellissima notizia che VENTRICE ha riattivato un servizio per i disabili con l’aiuto della CROCE VERDE DI ADRIA, facile fare mecenatismo di facciata quando si hanno le regalie, perché non darli direttamente al COMUNE DI ROVIGO per tutte le EMERGENZE del momento? Certo che no a chi avrebbe giovato visto che il Comune è commissariato? E poi questo non è certo un sostegno alla RIPRESA ECONOMICA come invece lo sono gli altri a quanto pare!

Diamoli INDIRETTAMENTE ad AVEZZU’ vedi mai che con un piccolo aiutino possa diventare il sindaco di Rovigo.

DISGUSTATI E’ POCO.

E come sempre la nostra indignazione passerà per la rete, invitiamo tutti a TWITTARE CON NOI

#mancia#Zaia VERGOGNA POLESANA

 

Ivaldo Vernelli

Candidato Sindaco

Movimento 5 Stelle Rovigo

Scritto da Nicola Giacomelli

apr 16

Noi ci siamo, e con le idee ben chiare, si possono anche  accorpare le Ulss, ma solo come conseguenza di una razionalizzazione organizzativa totale della macchina sanitaria regionale, in cui ai cittadini devono avere garantiti i servizi territoriali esistenti, semmai potenziati e meglio organizzati. Non deve essere il solito slogan politico in campagna elettorale, ne abbiamo già sentite molte, siamo stanchi. 

Il nostro programma Regionale  parla di “Razionalizzazione ed eventuale accorpamento delle Ulss in ambito amministrativo, e potenziamento del campo assistenziale sia nei complessi ospedalieri esistenti, sia nell’assistenza territoriale, favorendo la salvaguardia e il ripristino delle eccellenze sanitarie dislocate sul tutto il territorio regionale; riacquisizione da parte delle aziende ospedaliere dei servizi appaltati all’esterno”.

Lo slogan più comune è quello dei risparmi sui dirigenti. Dobbiamo sapere che la legge identifica in queste figure,  direttori generali, sanitari e amministrativi,  elementi tecnici e non burocrati.   

Questi tecnici  garantiscono (o dovrebbero farlo, è questo il problema!!!!!)  il governo tecnico, e sono posti dalla legge n.502/1992 a suprema garanzia degli interessi pubblici in quella parte di sanità che è loro affidata.

Con l’accorpamento delle Ulss, in assenza di una più articolata, completa e complessa organizzazione, si verrebbero a risparmiare gli stipendi di questi tre dirigenti , in modo peraltro parziale, in quanto provenendo gli stessi, quasi sempre, da altri ruoli dello stesso Servizio Sanitario Nazionale  si andrebbe a risparmiare in pratica solo la quota differenziale tra lo stipendio della struttura di appartenenza d’origine e quella della funzione superiore. 

Da notare altresì, che nelle Regioni soggette a piano di rientro, a causa delle decurtazioni effettuate, questa differenza in pratica non esiste essendo lo stipendio assolutamente sovrapponibile, se non addirittura inferiore. Secondo l’art. 3bis del D. Lgs. 502/1992 il direttore generale è nominato dalla giunta regionale tra coloro che possiedono un diploma di laurea ed esperienza almeno quinquennale.

A noi tutto questo non va più bene, noi vogliamo di più; vogliamo una “Razionalizzazione delle posizioni dirigenziali e scelta delle posizioni di vertice Aziendali con selezione curriculare  basato sulla competenza di settore e non su logiche politiche. Anche i direttori generali delle Ulss devono essere scelti in modo trasparente e pubblico, per titoli di merito pregressi, valutati anche da rappresentanti dei cittadini.”

Ma come detto pocanzi , noi siamo disposti ad andare oltre, ribadendo che non vi è nessuna preclusione ai processi di accorpamento,  ma ipotizzare però una riduzione al buio, senza idee, con un numero imprecisato di aziende sanitarie ed ospedaliere significa, di fatto, decretarne in alcuni casi l’abolizione, trasformandole in megaenti a diretta gestione politica anziché manageriale.  Un’operazione, questa, che potrebbe andare contro i veri bisogni dei cittadini in sanità.

In definitiva noi crediamo che l’accorpamento delle Ulss trovi una sua giustificazione nella misura in cui sia capace di abbattere quelle barriere ideologiche ed amministrative, che finora hanno impedito la crescita del sistema sanitario in senso trasversale, ovvero in termini di strutturazione, implementazione e coordinamento di dipartimenti di larghe dimensioni, che abbiano la capacità di omogeneizzare gli interventi sanitari e produrre, questa volta si, economie dettate dalla riorganizzazione dei servizi e dalla possibile eliminazione di inutili duplicati.

Non vorremmo vedere un modello come quello della Toscana che si appresta a radere al suolo le direzioni delle Ulss ed aprire la strada a un disegno centralista e autoritario con la formazione di solamente pochissime Aziende a livello Regionale a controllo “commissariale” (leggasi politico), mentre il SSN si impoverisce sempre di più e rischia di affondare.

Con una riforma di questo tipo sarà evidente che si produrranno più danni che vantaggi, sia in termini di costi che di efficienza e qualità dei servizi.  Il commissariamento poi, si anteporrà senza alcun effettivo positivo al mancato coinvolgimento degli attori locali interessati, dai sindaci ai professionisti, alle autorità accademiche, alle associazioni. 

Quello che il movimento 5 stelle Veneto vuole è invece la partecipazione attiva dei cittadini. NOI VOGLIAMO UNA SANITA’ CON I CITTADINI AL CENTRO, vogliamo che “Gli Enti locali siano maggiormente coinvolti nelle politiche sanitarie regionali. Sono i Sindaci e gli amministratori comunali che si devono interfacciare direttamente con i cittadini conoscendo la complessità delle loro problematiche locali……….”

E’ evidente che questa “propaganda” politica dei soliti partiti, si pone come una clamorosa ammissione di incapacità a governare il Veneto in questi ultimi venti anni, in cui si è propagandato di tutto e di più , ma con il solo obbiettivo di coltivare i soli interessi di partito, vedi le grandi opere di Galan & Affini.  Questa stessa classe politica, dei piccoli interessi di famiglia, sarà capace di programmare invece un modello su area vasta ?  Sarà capace di una programmazione regionale, con un monitoraggio assiduo e puntuale dei processi produttivi, con la capacità d’intervenire tempestivamente nei momenti di crisi e nelle aree di debolezza ? 

Noi dubitiamo che tutto ciò sia possibile, noi pensiamo che chi ha sperperato per anni, non sia in grado di supportare e sopportare un cambiamento culturale in veneto; un cambiamento  necessario e vitale per la sopravvivenza della sanità.

Vi aspettiamo sul territorio per poterci confrontare……Cittadino portaci le tue idee, la strada dobbiamo farla insieme.



 

 

Federico Rizzi 

Candidato Consigliere Regionale per il Movimento 5 Stelle

–Rovigo e Polesine- 

Scritto da Nicola Giacomelli

apr 15

 

Il Movimento5stelle ringrazia i cittadini di Rovigo per aver permesso in sole 3 occasioni: un convegno e due pomeriggi in piazza alla presenza di un consigliere Provinciale, di raccogliere tutte le firme necessarie per la presentazione di una lista del Movimento5stelle a sostegno del nostro candidato sindaco Ivaldo Vernelli.

Purtroppo la sfida con la burocrazia per il Movimento5stelle non finisce con le firme per le amministrative ma è ancora più impegnativa perché dobbiamo raccogliere circa 1300 firme totali, su tutto il territorio provinciale, per presentare anche la lista di candidati polesani a sostegno della candidatura di Jacopo Berti al consiglio Regionale. Siamo a quota 600 ed abbiamo l’ultimo week end utile.

Con la visita del cittadino alla Camera Roberto Fico abbiamo raggiunto il primo obiettivo ora intendiamo sfidare il quorum di 600 firme nel secondo FIRMA DAY VENETO presentando alla Città di Rovigo i nostri candidati alle amministrative e i 5 candidati alle Regionali.

Invitiamo tutti alla nostra Agorà pubblica SABATO 18 aprile alle ore 18 in Corso del Popolo nella piazzetta tra ex edificio Enel e le Poste alla presenza del nostro Cittadino al Senato Giovanni Endrizzi membro della 1° Commissione permanente (affari costituzionali) i e la passionaria del movimento la Cittadina al Senato PAOLA TAVERNA membro della 12° Commissione parlamentare (Igiene e sanità).

Molti gli argomenti che affronteremo da ROVIGO LA CITTA’ CHE VOGLIAMO alle battaglie dei nostri Cittadini in Parlamento per la difesa dei diritti dei cittadini dal REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA, il GIOCO D’AZZARDO, LA SANITA’, IL LAVORO e tutto quello di cui si vorrà discutere.

 

Scritto da Nicola Giacomelli

apr 13

Scritto da Nicola Giacomelli

apr 13

Scritto da Nicola Basaglia

apr 13

Per Ivaldo Vernelli candidato sindaco del Movimento5stelle, è fondamentale denunciare la pratica costante delle scatole cinesi nella pubblica amministrazione, che non solo rende meno trasparente la gestione delle funzioni pubbliche ma genera persino come nel caso della gestione dei rifiuti un contenzioso interno, allarmante per il livello inaudito di superficialità.

Ora consorzio RSU e ECOAMBIENTE chiedono ai cittadini attraverso le 50 amministrazioni socie e ricordiamo che ROVIGO è il maggior azionista, di indebitarsi attraverso mutui e aggravi sulle bollette, per portare a termine la follia della nuova discarica un progetto di 20.000.000 di euro.

Un progetto inadeguato, sovradimensionato e tecnicamente discutibile a detta di Massimo Nicoli ex presidente di ECOAMBIENTE, intervenuto giovedì sera a sorpresa, che proprio per non aver voluto sottoscrivere questa cambiale in bianco per i cittadini dice di essersi dimesso.A questo punto il minimo che possiamo chiedere è fermare immediatamente il confronto in atto sul piano legale – con i costi indotti scaricati sui cittadini senza che rimanga alcuna responsabilità in capo agli amministratori, incapaci ma premiati dai partiti con stipendi o indennità di importo ragguardevole.

Il dibattito deve tornare sul piano della trasparenza e degli indirizzi politici di fondo, con il nuovo Sindaco del Comune capoluogo che assuma la doverosa centralità e la pesante RESPONSABILITA’ di incidere in prima persona sulle tasche e sulla salute dei cittadini.

Per noi Rifiuti Zero non è un facile slogan: venti anni fa gli ambientalisti avevano detto che era giunto il momento di smetterla con le discariche e invece siamo ancora qui a distruggere altro territorio naturale e a testimonianza di ciò sottolineiamo l’intervento di Claudio Curina fondatore di Legambiente a Rovigo.,

Non è stato di conforto un altro intervento a sorpresa di giovedì  sera dell’ing. Ghirardello progettista delle discariche polesane nonostante abbia affermato che Rovigo paga per il conferimento in discarica la tariffa più bassa del Veneto. Alla domanda rivoltagli dall’ arch. Carlo Costantini circa il sovradimensionamento della discarica ha risposto che si deve tenere conto del conferimento da parte di POLARIS di rifiuti speciali che non hanno limiti di territorialità quindi di provenienza, altro aspetto, per noi, allarmante e preoccupante. Noi intendiamo parlare solo di bonifiche delle discariche e non di ampliamenti e nuovi siti, e queste bonifiche vanno progettate sul serio con i sistemi avanzati che le nuove tecnologie mettono a disposizione. Queste tecniche, in particolare il fitorisanamento, generano lavoro di elevata professionalità e rinnovata qualità dell’ambiente.

Nel frattempo che fare? Il quesito è stato posto da Marco Vedovetto dopo aver presentato una fotografia dell’attuale gestione dei rifiuti attraverso statistiche puntuali che vedono la città di Rovigo all’ultimo posto tra i 50 comuni polesani. Vedovetto evidenzia anche un gravissimo malcostume denunciato dai cittadini, il conferimento dei rifiuti nei cassonetti del Comune di Rovigo da parte di cittadini poco virtuosi dei comuni limitrofi. Noi rispondiamo che come primo passo la raccolta porta a porta si può organizzare in un periodo di tempo inferiore, e a costi inferiori, alla predisposizione del sito di una ulteriore discarica, senza alcuna esternalità negativa di medio-lungo periodo. Non deve essere nemmeno sotto

Molti spunti ci sono stati forniti dal Comitato RIFIUTI ZERO con il contributo della dottoressa Mariaelisa Nervanti, Franco Conti e Loris Migliorini. Ci hanno illustrato, tra le altre cose, da dove sarebbe possibile partire ossia dal recupero di quel 30% medio di INDIFFERENZIABILE, una risorsa immensa che anziché andare in fumo o in discarica potrebbe diventare oggetto di imprenditorialità assicurando posti di lavoro e migliorando in assoluto la qualità dell’ambiente e della nostra vita.

Altro aspetto sottolineato da un ulteriore intervento dal pubblico del signor Tiengo, l’incompetenza di chi gestisce in modo esclusivamente affaristico e lobbistico questi delicatissimi ambiti ed ha elogiato il coraggio del candidato Sindaco e del suo Movimento di avviare un percorso di informazione, controllo e approfondimento su un tema delicato e spinoso come questo.

Concludiamo con rammarico e speranza passando parte delle responsabilità anche ai cittadini chiedendogli fino a quando affideranno il loro portafoglio, e le cambiali per il futuro, a questa politica da incompetenti? 

Per Scaricare il Documento con il Parere del Prof. Andrea Maltoni Clicca Qui:Parere-prof-Maltoni-1503161

Per Scaricare Lettera del Consorzio RSU ai Sindaci della Provincia di Rovigo Clicca Qui :Lettera Consorzio RSU 150331+

Scritto da Nicola Giacomelli

apr 11

Scritto da Nicola Giacomelli

apr 10

E’ doveroso in questo momento, a meno di due mesi dalla scadenza elettorale per l’elezione del Sindaco, riflettere sull’operato di chi ha governato la città e le frazioni di Rovigo negli ultimi anni.

Le passate Amministrazioni si sono “avvantaggiate” di una legge della Regione Veneto che permetteva ai privati, in accordo con le Amministrazioni comunali, il recupero di aree degradate del nostro territorio(i cosiddetti PIRUEA).

Qualcuno può benissimo aver pensato che comunque questo poteva rappresentare un sistema per garantirsi la realizzazione di opere a fronte di una spesa zero, se non fosse che però le spese ci sono state, e il tornaconto pubblico non ha colmato certo le aspettative, e le opere, specialmente nelle frazioni non sono ancora state realizzate.

Nel Comune di Rovigo ci sono appunto ben 11 frazioni, satelliti che gravitano attorno alla città ed ai quartieri della stessa raggiungendo e quasi lambendo i confini di una città che originariamente si identificavano in maniera più evidente.

Rovigo, se vorrà espandersi nelle frazioni, lo dovrà fare creando in questi luoghi i servizi e i collegamenti, altrimenti si sarà soggetti sempre più ad un “pendolarismo di convenienza” verso i comuni limitrofi con tutte le conseguenze su traffico e inquinamento dell’aria che la città non potrà più sopportare.

Realizzate le infrastrutture capaci di collegare in maniera veloce i quattro punti cardinali della città con le principali reti viarie, sarà solo sufficiente creare una “seria” politica per nobilitare l’uso delle due ruote. Con delle piste ciclabili capaci, fruibili e pianificate territorialmente, la città potrebbe essere collegata in maniera efficiente con le frazioni.

Se si parla con la gente ti chiedono anche quei piccoli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione che da troppi anni vengono promessi e mai realizzati, anche se programmare lo sviluppo di un territorio è ben altra cosa.

Si dovrebbe intervenire con progetti e idee che diano una fisionomia nuova alle frazioni e che le rendano più vivibili. In molte realtà manca uno spazio aggregativo all’aperto, una piazza che sia capace di coagulare gli interessi degli anziani e dei più giovani; inoltre i problemi legati alla sicurezza e al traffico non sono da trascurare, come pure la mancanza di servizi (uffici postali, asili nido, rete acquedotto fatiscente) e la connettività ad internet.

Bisognerà favorire l’utilizzo del mezzo pubblico da e per le frazioni e tagliare quelle linee destinate al solo transito su Corso del Popolo, un cordone di porfido e asfalto che volendo si attraversa a piedi in soli dieci minuti.

La città dei 100.000 abitanti è un’utopia, ma la città dei 50.000 che vogliono vivere meglio è un’esigenza prioritaria.

 

Marco Polichetti

(attivista M5S – Rovigo)

 

Scritto da Nicola Giacomelli

apr 08

Scritto da Nicola Giacomelli