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Affare Rifiuti, vogliamo chiarezza

I due gruppi consigliari del Comune di Rovigo – MoVimento 5 Stelle e Coscienza Comune – hanno indetto un’assemblea pubblica a Rovigo per il prossimo 28 novembre 2016 per consentire un aperto e libero dibattito sulle tante questioni aperte sui rifiuti dalla discarica, al consorzio RSU, al Consiglio di Bacino.

Tutti i Sindaci e gli Amministratori interessati a intervenire avranno la possibilità di esporre le loro valutazioni e partecipare al dibattito.

Livio Ferrari – Francesco Gennaro – Ivaldo Vernelli
Consiglieri Comune Rovigo

Nessuna stampella, chiariamo

Molti si sorprendono del perché non rispondiamo alle trite e ritrite accuse di essere la “stampella” di Bergamin; altri si meravigliano della nostra acquiescenza con la giunta leghista.Abbiamo detto ripetutamente come stanno davvero le cose – in consiglio comunale, nelle interviste sui giornali, nelle chat e nei social. Ma non serve a niente. Ancora ci annoiano e schizzano fango. “Calunniate, calunniate: qualche cosa resterà…”

Chiarisco pazientemente:

1. Non sappiamo chi siano i 5 consiglieri della maggioranza pronti ad andare dal notaio. Io ho la prova che non esistono. 

Ho detto a tutti quelli che mi hanno contattato (li chiamo a testimonianza, così la smettiamo con le insinuazioni: Nadia Romeo, Aldo Guarnieri, Renzo Marangon) che bastava sapere i nomi per chiudere la partita. Ogni volta un nuovo rinvio, per ogni nome sussurrato una diversa menzogna. Ho parlato personalmente con quasi tutti gli indiziati: nessuno si è palesato. Di che hanno paura? Chi li ricatta?

2. Zanellato vuole far cadere Bergamin, ma per diverse settimane ha discusso segretamente con lui di un’offerta riservata che Hera SpA ha presentato a Lega e PD per assorbire la gestione del ciclo dei rifiuti, dell’acqua, forse del gas. Flussi di cassa per oltre 80milioni l’anno nella nostra provincia. Si dice che Hera fosse pronta a versare oltre 100milioni di euro per acquisire Ecoambiente e Polesine Acque. Risolti di colpo i problemi di bilancio del Comune di Rovigo. Quale sarebbe stata la provvigione per Julik Zanellato? Magari ce lo dice, visto che non si sente in imbarazzo per essere contemporaneamente segretario provinciale (pur vilipeso) del partito del presidente del consiglio e “business partner” della più sfavillante multiutility del NordEst?

3. Sembra che Hera SpA non abbia avuto una risposta precisa, solo vaghi abboccamenti. Maleducati. Nel frattempo i sindaci della provincia di Rovigo con la lungimirante strategia di Zanellato sono pronti a dare il semaforo verde all’esproprio di Polesine Acque SpA da parte di Centro Veneto Servizi SpA. Bergamin si dichiara decisamente contrario ma tratta. Propone di allargare da 7 a 5 il futuro CdA per trovare uno strapuntino: di là dall’Adige sono ben disposti (tanto con il 78% di quote in assemblea si faranno beffe di qualunque maverick), ma di qua dall’Adige lo umiliano.

4. La trattativa si sposta su Ecoambiente srl. Il CdA ha ultimato il suo mandato; i revisori si sono presi qualche giorno di tempo prima di portare i libri in tribunale e stanno col fiato sul collo ai due soci-nemici perché trovino un compromesso, risolutivo anche per i guai occultati del Consorzio RSU. Mentre Bitonci sta cadendo e appena prima di andare a Firenze alla manifestazione di Salvini ecco che Bergamin sembra cedere. Promette disponibilità ad un accordo che tenga in piedi Ecoambiente srl, forse apre i cordoni della borsa per la nuova trasfusione di sangue richiesta dal moribondo Consorzio RSU, diventa anche più conciliante con il prefetto e perfino più buono con i “clandestini”. Come voleva Zanellato finalmente ci sarà la revoca delle deleghe al direttore Giuseppe Romanello, la scelta di un amministratore delegato (Pierpaolo Barison?), un nuovo Presidente (non ci crederete, ma sembra sarà … Pierluigi Tugnolo). Come diceva il vecchio Marx “le mort saisit le vif” : “il morto afferra il vivo” e lo fa prigioniero”. In cambio di che?

5. Intanto i Sindaci ostili a Bergamin si coalizzano per impedire che si costituisca il nuovo Consiglio di bacino per il ciclo integrato dei rifiuti. Perché? vogliono gestire Ecoambiente srl senza averne la proprietà e – indifferenti al conflitto di interessi su più piani – vogliono indirizzarne le decisioni per appalti, assunzioni e consulenze. 

Volete un esempio di conflitto di interessi? Si vocifera che Alessandro Duò sia stato nominato presidente di ASM SpA appena gli è riuscita la sortita contro il sindaco di Porto Viro, sfiduciato dal PD e da Julik Zanellato nello studio di un notaio. Cosa c’entra con Bergamin e con Asm SpA il signor Duò, la cui carriera politica è iniziata con Renzo Marangon, ma lo scorso anno era vicino alle posizioni di Stefano Bellinazzi, sorprendente outsider nella coalizione multicolore creata a sostegno di Nadia Romeo?

Cito da Rovigooggi.it del 29 settembre 2016: 

“Duò è anche presidente del consorzio Vengest che raggruppa le società Adigest, Guardian Lavori Autostradali ed Ecoal Bus, quest’ultima dedicata all’offerta ai Comuni di servizi per il trasporto scolastico. L’attività del gruppo Vengest, tramite Adigest, è quella dei servizi di raccolta, trasporto e spazzamento dei rifiuti, manutenzione del verde stradale, gestione dei cimiteri, servizi invernali anti neve e ghiaccio e manutenzione stradale. Adigest, sul territorio provinciale, è stata tra le aziende fornitrici di servizi per Polesine acque, Ecoambiente, per il comune di Adria e di Porto Viro.”

http://www.rovigooggi.it/articolo/2016-09-29/il-nuovo-che-avanza/#.WC-hwndabMU

“Con questa nomina inizia un nuovo corso che riguarderà tutte le società dove il Comune di Rovigo detiene delle partecipazioni” è stato il primo commento di Bergamin.

 6. Insomma in una simile ragnatela Bergamin e Zanellato forse sono i gemelli diversi: stesso DNA sotto lineamenti difformi. Litigano in strada ma si scambiano effusioni al coperto. La serenità presto riconquistata nel Consiglio di Bacino consentirà al Consorzio Rsu di rinascere dentro Ecoambiente srl; Bergamin avrà salvaguardato il posto di lavoro di centinaia di addetti e dell’indotto; nessuno si farà male né al Tar né in Procura. Tutti pronti per le prossime elezioni nazionali, dopo il referendum – uno vota SI, l’altro NO ma fa lo stesso. Del resto Bergamin in Consiglio Comunale si comporta come Renzi in Parlamento: fa alzare a comando la manina ai suoi mentre apostrofa sprezzante chi non lo asseconda.

In questo scenario ecco che il M5S – nonostante mesi di continui contrasti – sarebbe la stampella di Bergamin: Zanellato getta fango su di noi e intanto cerca maldestramente di tenere la presa sul suo partito riottoso, tramando a destra e a manca … con chi? proprio con Bergamin! 

Vi meravigliate che dalla maggioranza del Comune di Rovigo nessuno se la senta di uscire? 

Sarebbero dei gran fessi: proprio ora che si comincia a far sul serio con i gioielli di famiglia.

Vorrei tanto sbagliarmi; ditemi quand’è l’appuntamento dal notaio. 

Stavolta, per curiosità, cerco di venire.

Ivaldo Vernelli 

Perché votare No

Il Movimento 5 Stelle di Rovigo continua nella sua campagna elettorale a sostegno del no al Referendum Costituzionale del 4 dicembre prossimo; in particolare, nella giornata di venerdì 11 novembre, dalle ore 21,00 al Teatro Comunale di Costa di Rovigo si svolgerà una serata tematica dal titolo “Perché votare no”, che vedrà come relatori il portavoce alla Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle Emanuele Cozzolino ed il docente di diritto nonché membro del Comitato Provinciale Polesano per il No al Referendum Guido Romanin, mentre come moderatrice della serata Rosanna Cavazzin, presidente del comitato provinciale Comitato Provinciale Polesano per il No al Referendum.

I cittadini sono invitati a partecipare e, dopo una breve esposizione dei due relatori, potranno porre loro domande riguardo gli aspetti, sia politici che giuridici, della riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi.

SFIDUCIAMO I SINDACI CHE DECIDONO CONTRO GLI INTERESSI DEI CITTADINI

Con il 70% delle adesioni i sindaci della provincia di Rovigo hanno deciso di cedere un altro pezzo della “sovranità” dei cittadini alla speculazione e agli interessi collusi e deviati.

 

È il momento di dimostrare che il MoVimento 5 Stelle ha la capacità di reagire e rafforzare la posizione di minoranza dei pochi sindaci che non si sono adeguati.
Dobbiamo arrivare direttamente ai cittadini e organizzare un’opposizione diffusa in tutti i consigli comunali che presto dovranno ratificare la decisione.
Organizziamo subito un comitato trasversale di tutte le espressioni di contrarietà alla “svendita”.
Chi è disponibile a darsi da fare cominci a dare la propria disponibilità: c’è poco tempo.
Organizziamo una assemblea pubblica; i portavoce eletti debbono organizzare la sensibilizzazione dei cittadini.
http://www.rovigooggi.it/articolo/2016-10-18/il-70-dei-nostri-sindaci-vota-per-svendere-la-nostra-acqua/#.WAcdI6NaZBw

TUTTI HANNO DIRITTO DI CITTADINANZA

Le sortite del sindaco di Rovigo, accompagnato dal comandante dei vigili urbani, e non ispezioni in quanto al primo non competono poteri ispettivi, avrebbero dovuto avere le caratteristiche del saluto di benvenuto rivolto ai richiedenti asilo, magari accompagnate da un presente, come succede nella normalità dei rapporti tra persone civili. Così non è stato, ma bensì è avvenuta un’intrusione in abitazioni private e questo non ricade in nessuna fattispecie dei compiti assegnati al Comune di Rovigo e delle prerogative della Polizia Locale.

L’ingresso in alloggi privati per identificare chi vi dimora, indipendentemente dalle motivazioni addotte, non è tra le funzioni della Polizia municipale e dello stesso Sindaco e, qualora ciò sia avvenuto con l’inganno nei confronti di persone che non sono in grado di distinguere tra forze dell’ordine, potrebbe configurare reati penalmente perseguibili.

Ci si chiede pertanto il perché di tali ispezioni, che appaiono illegittime dal punto di vista formale e disdicevoli dal punto di vista istituzionale. Queste infatti incrementano artatamente un conflitto fra istituzioni dello Stato per ragioni che non hanno alcun serio fondamento, se non la ricerca di visibilità a mezzo stampa e sui social network. Inoltre, esse alimentano anche tensioni all’interno dell’amministrazione  comunale, impegnando la polizia locale in compiti impropri e sgradevoli in quanto vanno a ledere la sfera di rispetto di persone in oggettivo stato di difficoltà.

Ma l’elemento che maggiormente preoccupa sono le reazioni della comunità rodigina. E’ facile constatare come esse creino divisioni e conflitti fra cittadini che nutrono verso i migranti atteggiamenti diversi. Il sindaco, invece che lavorare per la concordia della comunità che rappresenta, letteralmente aizza gli atteggiamenti più impulsivi e deteriori verso i propri simili. Questo non è degno di un sindaco. I sentimenti di umanità e solidarietà verso le persone, prima ancora che cittadini, sono alla base di ogni convivenza civile.

Si ricorda che le migrazioni, comprese quelle per ricerca di protezione, sono oggi un elemento strutturale e richiedono politiche di governo, parte delle quali inseribili tra i compiti propri degli enti locali, invece che azioni di mera propaganda. Nella nostra città vivono circa 5mila cittadini stranieri, in larga parte comunitari e di seconda generazione, il cui percorso di integrazione avviene senza alcuna azione di accompagnamento e di guida da parte dell’ente locale. Il Comune di Rovigo, che gode dello status di città capoluogo, dovrebbe proporre soluzioni e progetti oltre che problematizzare. Le politiche sociali, in altre parole, sono una cosa seria e possono godere di finanziamenti comunitari importanti, come quelli previsti dai bandi Fami, ma bisogna saper progettare, conoscere la realtà che ci circonda e avere una visione sostenibile della città e del futuro.

Si invita, pertanto, il sindaco e con esso i membri della giunta, il cui silenzio risulta un segnale di consenso alle sue azioni, di  interrompere immediatamente ogni altra azione illegittima e lesiva dei diritti dei cittadini e dei richiedenti asilo, ripugnante sul piano umano per l’evidente intento punitivo che trasmette all’opinione pubblica. Si invita il sindaco di Rovigo a partecipare alle riunioni indette dal Prefetto con tutti i sindaci interessati dal fenomeno migratorio e di coordinarsi con lo stesso per soluzioni civili a problemi evidentemente di portata epocale, ai quali non si possono opporre atteggiamenti velleitari o goliardici. Si consiglia sempre il sindaco di usare toni e modalità comunicative consone al ruolo che ricopre per non gettare nel discredito tutta la comunità rodigina, incolpevole di atteggiamenti discriminatori contro altri esseri umani.

Giorgio Osti, docente di sociologia dell’ambiente all’Università di Trieste

Coofirmatari:

ANPI, Comitato Provinciale di Rovigo

 Vanni Destro, Liberi Cittadini per il Polesine

Livio Ferrari, consigliere comunale Coscienza Comune e La Sinistra per l’altra Rovigo

Francesco Gennaro, consigliere comunale M5S

Luciano Marangoni, Delegato provinciale Lipu

Guido Romanin, insegnante

Antonella Toffanello, consigliere dell’Anpi di Rovigo

 Ivaldo Vernelli, consigliere comunale M5S 

Finalmente il sindaco batte un colpo!

Finalmente il sindaco batte un colpo e si ricorda della nostra mozione approvata da tutto il consiglio comunale, almeno per la misura di restrizione degli orari di funzionamento delle famigerate ‘macchinette’ mangia soldi.

Fin dal primo momento che i nostri consiglieri Francesco Gennaro e Ivaldo Vernelli, con il Senatore Giovanni Endrizzi hanno presentato la ‘Mozione No Slot‘ (24 luglio 2015) si è dimostrato vicino a quella che da sempre è una battaglia del #Movimento5Stelle, mentre in parlamento il #PD si “dimentica di tassare” oltre 98 miliardi alla lobby delle slot.

La nostra Mozione, approvata all’ unanimità finalmente nel mese di settembre 2015 (e che doveva essere attuata come da regolamento comunale entro 30 gg) prevedeva ulteriori restrizioni verso questa vera e propria piaga sociale, come ad esempio il divieto di far sorgere sale slot entro una certa distanza da luoghi di formazione dei prossimi cittadini come le scuole.

Auspicando perciò che il Sig. Sindaco Massimo Bergamin Sindaco di Rovigonel prossimo futuro si Impegni ad attuare in toto quelle che erano le nostre proposte, perché la salute dei cittadini viene prima di qualsiasi interesse economico, Lo invitiamo anche a scendere in campo (anzi, in piazza) nella città in cui ha vinto le elezione un anno fa anche per un’altra battaglia su cui abbiamo posizioni affini, ovvero il #referendum del 4 dicembre: è stupendo che la Lega Nord voglia opporsi allo sfacelo della Costituzione attuato dal PD, ma occorre confrontarsi con i cittadini spiegando loro il perché di questa scelta,come ha fatto nella mattinata di sabato 1 ottobre e come farà ancora diverse volte fino al 4 dicembre il Movimento 5 Stelle di #Rovigo, oltre naturalmente alle altre forze impegnate su questo fronte.

Avvio della campagna provinciale PER IL NO nel Referendum costituzionale

VENERDÌ 30 SETTEMBRE ORE 21.30

SALA GRANDE DELLE CONFERENZE – HOTEL VILLA MARGHERITA

VIALE REGINA MARGHERITA N° 6 – ROVIGO

 

INCONTRO PUBBLICO PER L’AVVIO DELLA CAMPAGNA PROVINCIALE PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE

 

ARMANDO SPATARO

PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI TORINO

MARIO BERTOLISSI

ORDINARIO DI DIRITTO COSTITUZIONALE, UNIVERSITÀ DI PADOVA

Perché NO!

BUONE RAGIONI PER VOTARE NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE E BOCCIARE LA CONTRORIFORMA RENZI-BOSCHI

CONDUTTORE DELLA SERATA: MICHELE DIBARI

ASSEGNISTA DI RICERCA IN DIRITTO COSTITUZIONALE, DIPARTIMANETO DI SCIENZE POLITICHE GIUR. INTERNAZIONALI UNIVERSITÀ DI PADOVA

INIZIATIVA PROMOSSA DAL COMITATO PROVINCIALE POLESANO PER IL NO E PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE

 

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE

Referendum costituzionale – dibattito

Referendum costituzionale

Dibattito per una scelta consapevole

organizzazione a cura del
Gruppo culturale Sintesi
in collaborazione con
la Presidenza del Consiglio e l’Amministrazione comunale

Saluti di apertura:
Sindaco – Luigi Viaro
Presidente del Consiglio – Renzo Dainese
per il gruppo Sintesi – Enrico Furegato

Intervengono:

Per le ragioni del NO:
Dott. Marco Giampieretti
Docente di Diritto Costituzionale presso l’Università di Padova

Per le ragioni del SI:
On. Alessandro Naccarato
Ministro della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati

Modera l’incontro:
Paolo Aguzzoni
Giornalista Pubblicista

La democrazia per la maggioranza è solo un fastidio da eliminare

“In questi giorni la maggioranza ha dimostrato ancora una volta cosa ritiene essere il dialogo con le opposizioni in Consiglio Comunale: solo un enorme fastidio da eliminare con ogni mezzo”.Non usa mezzi termini il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Rovigo Francesco Gennaro, che continua: “Dopo che ha votato e quindi è entrato in vigore un nuovo regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale in cui i tempi di intervento sono stati ridotti e si è praticamente tolta la possibilità di presentare proposte di modifiche a ciò che presenta la Giunta, la maggioranza, nelle sedute del 26 e soprattutto del 27 luglio ha impedito la discussione e la votazione riguardo le mozioni in programma nonché la presentazione di interpellanze e di interrogazioni delle opposizioni, unico vero strumento delle minoranze, una volta facendo venir meno il numero legale e la seconda chiedendo una sospensione per una riunione di maggioranza che probabilmente nemmeno si è svolta, come è stato rimarcato da alcune testate giornalistiche”.
Continua Gennaro affermando che “il Consiglio Comunale svilito al ruolo di <ratificatore> dei debiti fuori bilancio o delle proposte della giunta grazie a consiglieri che votano come viene loro imposto configura un grave problema di democrazia nel nostro capoluogo.

Se così è stato deciso dalla maggioranza, chiediamo la cortesia che venga detto chiaramente. Chiediamo anche, che, come avviene in gran parte dei comuni italiani, le prossime assemblee consiliari, salvo nei casi in cui l ordine del giorno sia troppo fitto e quindi non lo permetta, vengano convocate dopo le 17,30. Questo semplice spostamento di orario delle assemblee avrebbe molti effetti positivi: permetterebbe ai consiglieri di svolgere la propria giornata lavorativa interamente o quasi, permetterebbe ad un numero maggiore di cittadini interessati assistere dal vivo alle stesse riunioni ed inoltre sgraverebbero le casse del comune di diverse migliaia di euro in quanto i rimborsi ai datori di lavoro non sarebbero più dovuti. Si tratta di decine di migliaia di euro che. al contrario dei 3.000€ a nostro avviso buttati al vento nelle ultime due sedute per le modalità con cui si sono svolte, potrebbero essere spesi in modo più proficuo per la città e le immediate periferie, che come ormai tutti sappiamo ne dimostrano un’estrema necessità”.

La Lega ed il Sindaco possono anche schierarsi a parole contro il Premier Renzi ed i suoi modi poco democratici, ma a Rovigo in questo momento si stanno comportando allo stesso modo, se non peggio”, è l’ultima battuta di Gennaro.

Il denaro per le opere pubbliche NON si trova mai

Il denaro per le opere pubbliche non c’è mai, per i debiti fuori bilancio e per i premi ai dirigenti, che a volte causano o tollerano questi debiti alla fine si trova sempre”, questa la posizione del Movimento 5 Stelle Rovigo, espressa dai suoi rappresentanti, riguardo ai debiti fuori bilancio che verranno discussi nella seduta del Consiglio Comunale del 26 e del 27 luglio prossimo.

Spiega Ivaldo Vernelli che “Per il caro acciaio di una decina di anni fa per quanto riguarda il sottopasso di Via Forlanini, opera tra l’altro con più di un problema strutturale in quanto allagato quasi ad ogni scroscio di pioggia, la giunta proporrà il riconoscimento di un debito fuori bilancio di 130.000€ che dovrebbe essere pagato attraverso i proventi derivanti dalle multe per il violazione del codice della strada; apprendiamo che tale posizione debitoria risalirebbe ad una decina di anni fa e sarebbe riferito ad un maggiore costo dell’acciaio ma si riferisce che il Comune avrebbe già vinto una causa intentata dalla società costruttrice. Chiediamo quindi tutta la documentazione relativa ed una relazione esaustiva non tanto a noi consuglieri comunali, ma a tutta la collettività, riguardo a questo ennesimo progetto “sfortunato”.

Chiediamo non solo un resoconto della situazione del sottopasso ma anche le motivazioni del perché le frazioni risultino sempre relegate in coda alle priorità con interventi assolutamente inadeguati rispetto alla grave cronicità di molte situazioni, mentre le poche risorse dispobibili sono impiegate per pagare la parcella di avvocati e risarcire le imprese che intentano cause nei confronti del Comune. Il caso della pista ciclabile di Grignano è solo l’ultimo in cui delle risorse, in questo caso provenienti dalle infrazioni stradali e quindi in parte di consistenza presunta che dovrebbero per il 50% essere destinate alla manutenzione stradale,  sono state distratte per coprire debiti fuori bilancio. Alcune situazioni risultano addirittura grottesche per la tranquilla banalità, come l’erba alta nel cimitero di Boara Polesine, oppure quella di Via Teano a Mardimago, asfaltata quasi trent’anni fa e le cui buche sono state riempite dopo che per alcuni mesi è rimasta una transenna ad impedirne, o meglio sconsigliare, il transito; sarebbe  giusto, anche se estremamente difficile, elencare tutte le situazioni di pericolo e degrado a cui l’intera città con le sue frazioni è ormai tristemente abituata e provare per ognuna a porre rimedio.”

Oltre alla questione del sottopasso di Viale Forlanini nella seduta del 26 è prevista la discussione di altri costi finora imprevisti, ovvero 110.000€ per Palazzo Angeli e 290.000€ per Parco Maddalena, nonché altri 275.000€ per la gestione degli impianti termici ad opera di ASM gestione calore.

Chiude Francesco Gennaro con una battuta: “A questa situazione desolante, a cui andranno forse aggiunti i debiti dall’ “Affaire Famila” o quelli potenziali per i numerosi contenziosi che il Comune ha in essere, o, quelli più certi riguardante i “derivati”, fanno da contraltare gli oltre 300.000 euro di premi riconosciuti a dirigenti che a volte sono i responsabili dei debiti fuori bilancio, nonché gli oltre 25.000 € di stipendi al mese per la giunta. I cittadini in questo modo pagano tre volte l’inefficienza di gestione della cosa pubblica: gli stipendi a dirigenti ed amministratori, maggiori tributi locali e devono subire i disservizi generati.

Da tempo affermiamo che lo stipendio accessorio ai dirigenti dovrebbe essere correlato a due semplici indicatori di obiettivo: la riduzione strutturale dell’incidenza dei debiti fuori bilancio e l’azzeramento del contenzioso legale”, termina Gennaro.

Riunione Provinciale dei Meet up polesani

L’ordine del giorno sarà il seguente, con preghiera di integrazione (solo attraverso google group) da coloro che intendono proporre all’assemblea altri punti da trattare.

1) assemblea regionale di Belluno;
2) assemblea regionale del 16 ottobre;
3) campagna referendaria per il no: strategia comune dei meet up polesani?
4) Proposta: unica mailing list provinciale
5) festa provinciale
6) altro (da aggiungere)