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Se Crozza accettasse l’invito di Bergamin…

 

pannello-infoOramai tutti in città hanno perlomeno sentito parlare della querelle tra Maurizio Crozza ed il Sindaco Massimo Bergamin, nella quale il comico ha utilizzato due volte la città di Rovigo per le sue parodie della trasmissione di Maurizio Belpietro “dalla vostra parte”, trasformandola in “dalle nostre parti”.

Nella sua prima risposta, Bergamin invitò Crozza in città per dimostrare al comico che Rovigo non è esattamente come Crozza la rappresenta, fatto peraltro evidente, trattandosi, appunto, di una parodia. Senza voler rimarcare il fatto che, se è stata scelto proprio il capoluogo polesano, città sconosciuta perlomeno a livello di localizzazione geografica (a chi non è capitato di dover rispondere alla domanda “Rovigo? E dov’è?” “Vicino a Venezia! Ah, ora ho capito”), un motivo ci sarà, immaginiamo che il comico genovese accetti l’invito.

Anzi no, lo invitiamo anche noi: Caro Maurizio Crozza, venga a trovarci a Rovigo, le strisce pedonali e la segnaletica, sia orizzontale che verticale ci sono ancora!

Tornando a noi, immaginiamo il comico che visita la città: se è stato fortunato a non subire una contravvenzione per eccesso di velocità da uno degli oltre 100 autovelox che costellano il capoluogo rodigino (Crozza, attento ai limiti di velocità!) potrebbe iniziare ammirando il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, che tutti in città conoscono come “La Rotonda”, luogo di culto ed apprezzata pinacoteca della pittura barocca veneziana. Potrebbe ammirare? Sì, se la trova aperta la può ammirare… già qualche anno è stata sull’orlo della chiusura per il taglio dei fondi da parte del Comune. Niente paura, Crozza, qualora non la trovi aperta può visitare l’Accademia dei Concordi, altro fiore all’occhiello della città. Quella la troverà aperta, ma anche in questo caso, ha rischiato grosso… eh, sig. Crozza, sa, i fondi a disposizione sono sempre pochi, ci sono un sacco di cose da sistemare, i tagli dei trasferimenti statali, ogni anno sempre più pesanti, ci tolgono risorse, ci soffocano. La città rimane comunque bellissima, anche se piccola: potrebbe visitare la Gran Guardia, oltrepassare il Corso del Popolo. Attenzione a non farsi investire, Crozza! Non lo sa che il Corso del Popolo, da quando Bergamin è sindaco è aperto al traffico? E’ una strada, lo sappiamo, ma da quando è stato restaurato non è propriamente adatto a sostenere un volume di traffico del genere. Se si dovessero formare delle buche? Si uniformerebbe alle altre strade della città… e le dico una cosa di più…. se un cittadino distrugge il mezzo con cui inavvertitamente ne ha incontrata una e sapeva che quella buca esisteva, la colpa è sua che doveva evitarla e deve pagare pure una multa! Lo so, sembra una barzelletta, ma non lo è, Crozza, si fidi. Attraversato il Corso del Popolo potrebbe ammirare il Duomo di Rovigo e quindi proseguire per uno dei vicoli della città, in cui le vetrine sono sporche ed i locali vuoti. Colpa della crisi, le attività commerciali – minori, gli ipermercati sorgono come funghi in ogni dove – a Rovigo nascono, crescono e muoiono in un tempo minore di quanto duri il brano “il cerchio della vita” del Re Leone. Il cerchio della vita di un’azienda polesana purtroppo è di durata inferiore, la ripresa è lenta in tutta Italia e qui forse un po’ di più, di conseguenza il lavoro scarseggia e qualcuno decide di uccidersi sotto un treno – ormai dalle nostre parti buttarsi tra le rotaie in attesa di essere travolti va tristemente di moda – perché non ne trova uno… ma se è fortunato e ne trova uno, magari con uno stipendio al limite dell’indigenza, è possibile ne rimanga vittima: il Polesine è la provincia veneta con il più alto numero di morti bianche, nonché tra le prime in Italia. Se non ne rimanesse ucciso sul colpo, il lavoratore ferito verrebbe trasportato d’emergenza in ospedale: probabilmente ne uscirebbe alcuni giorni dopo. La degenza? Sì, anche quella, ma anche ore su ore per essere visitato stipato in una stanza con altre persone e, se le condizioni non sono troppo gravi, può capitare di rimanere seduto per 5-6-7 ore su una sedia a rotelle. Tale condizione vale comunque per tutti, dall’operaio al ricco imprenditore al consigliere regionale. Non è nemmeno possibile prendersela con gli operatori e con gli infermieri, in quanto a volte lavorano anche di più del consentito, pur di garantire un minimo di servizio, è che sono troppo pochi. Scusi la divagazione, Maurizio. Ti devo mostrare una primizia, una cosa che non hai mai visto (o forse sì, le opere pubbliche in Italia o costano dieci volte quanto previsto dal progetto originale oppure hanno problemi. Ah scusa, spesso queste condizioni si verificano contemporaneamente, hai ragione): un sottopasso allagato anche se non piove da settimane. No, non è colpa di Bergamin, il sottopasso è stato terminato prima che lui diventasse sindaco ed ha promesso che i lavori per risolvere il problema inizieranno a breve, è colpa di queste maledette falde acquifere, che compaiono all’improvviso… Magari ciò avviene perché sono permalose e si spostano, dato che i terreni soprastanti sono trasformate in discariche per tutto il Veneto ed a volte contengono rifiuti speciali e pericolosi.

Lo so, Mauri (oramai siamo in confidenza e ci diamo del tu) troppi problemi. Un po’ di svago all’aria aperta ci vuole, ma non da quella parte: di là ci sono le fonderie e, sebbene l’Arpav affermi che non ci sono problemi di inquinamento, voci affermano il contrario. No, ti porto allo stadio “Battaglini” ad assistere ad una partita del Rugby Rovigo Delta, campione d’Italia, in uno stadio piccolo ma carino. Altre attività sportive in città? Beh, sì, ci sono, ma gli impianti sono vecchi ed in qualche caso, al limite dell’inagibilità. I più colti direbbero “obsoleti”… ma in un’Italia, noto paese produttore di petrolio e membro dell’OPEC, dove si guarda alle trivellazioni come fonte energetica per il futuro e si investe poco o nulla su internet ad alta velocità e fonti energetiche rinnovabili, che manchi la programmazione in fatto di impiantistica sportiva sembra, perlomeno, coerente. Per rimanere coerenti, gli impianti scolastici del capoluogo polesano sono ormai consumati, consunti: speriamo nessun bambino ci rimanga seppellito sotto. Il Comune fa quello che può… ma mancano sempre le risorse… forse la scuola non è tanto buona, a Rovigo. Come regalo per il suo ritorno a casa, Mauri, ti lascio una rosa, simbolo della città dai tempi dell’Ariosto, cosicché tu possa portarla a tua moglie. Mancano delle foglie? Strano, pensavo che la processionaria si mangiasse quasi ogni tipo di pianta, ma sulle rose non l’avevo mai vista… Sig. Crozza, noi a Rovigo ti invitiamo, così come ha fatto Bergamin, così ti renderai conto della situazione in città e potrai raccontare a tutta Italia quella che è la situazione in cui viviamo (o sopravviviamo?) quotidianamente.  

Movimento 5 Stelle Rovigo                                        

P.S. Si, è vero, in città ci sono anche immigrati, accadono furti e c’è delinquenza in generale. Ma questo l’avevi già detto tu.

Alert: aggiornamenti su Ecoambiente dal Consiglio del 14 marzo 2017

Lettera aperta ai colleghi del Consiglio comunale:

Inoltro qui  la convenzione firmata dal Sindaco con il Consorzio Rsu senza mandato preventivo del Consiglio comunale di Rovigo.

Richiamo l’attenzione in particolare sull’art. 3 c. 2 e sull’ art. 4 c. 2 del dispositivo approvato dal Sindaco, in palese contrasto con le raccomandazione della Corte dei Conti [Deliberazione n. 111/2017/PRSP].

Di fatto questa convenzione scarica completamente su Ecoambiente srl, quindi sulla tariffa Tari, e in ultima istanza sul Comune di Rovigo tutti i costi della gestione liquidatoria del Consorzio Rsu – una manleva di fatto e a piè di lista per le eventuali responsabilità patrimoniali del Commissario Liquidatore e del Direttore generale – senza nemmeno aver avviato la ricognizione dei “rapporti giuridici attivi e passivi in essere” [art. 5 c. 3 a) della L.R. 52/2012] e senza prevedere il contestuale passaggio di proprietà degli impianti !!

Si consideri anche la mancanza di qualunque atto autorizzatorio da parte dei legittimi proprietari del Consorzio Rsu [il Comune di Rovigo e gli altri Comuni consorziati] per questo sgravio al buio, assoluto, non delimitato né circostanziato per una gestione amministrativa opaca, incontrollata e inverificabile essendo stati esautorati tutti gli organi del Consorzio, compreso il collegio dei revisori – nella violazione palese della normativa sulla trasparenza e l’anticorruzione [= bilanci del Consorzio Rsu ].

Prego i colleghi di esaminare con la dovuta attenzione le considerazioni che ho esposto oggi in Consiglio: siamo ancora in tempo per salvare il Sindaco dal cappio predisposto e avvallato con la sua firma, che per ora lo impegna solo a titolo personale.

La Convenzione può ancora essere revocata in autotutela con un tempestivo atto formale da parte del Consiglio Comunale.

Invito il Presidente della 1a Commissione a convocare quanto prima una seduta di approfondimento sulla documentazione qui allegata.

Ivaldo Vernelli e Francesco Gennaro
Consiglieri Movimento 5 stelle
Portavoce dei cittadini in Comune  di Rovigo

Il Sindaco ha coperto di ridicolo la nostra città

Che Crozza per il suo nuovo show abbia scelto come emblema della città xenofoba proprio Rovigo dovrebbe far riflettere sull’idea della città e dei suoi abitanti che il Sindaco ha contribuito pesantemente a creare con le sue comparsate in televisione degli ultimi mesi, ovvero quella di un luogo abitato da zotici e razzisti”: questo il nostro commento alll’episodio che ha dato a Rovigo i famigerati “15 minuti di notorietà” venerdì sera.

Rovigo non si merita né di essere sbeffeggiata in diretta nazionale né di essere governata, se di governo si può parlare, da un Sindaco-Giustiziere della Notte che da due anni ci ha fatto passare dalla ruspa salviniana, alla detenzione di pistole da parte dei vigili urbani –che a differenza delle forze dell’ordine non sono adeguatamente formati per utilizzare armi da fuoco- alla richiesta dell’esercito in città ad ogni furto al <<datemi i manganelli e raddrizzo la città in sei mesi>> di qualche settimana fa. 

Quello della gestione degli immigrati è sicuramente un problema che va affrontato, ma a nostro avviso, soprattutto a livello di governo centrale, con la revisione di alcuni trattati – su tutti quello di Dublino – e delle politiche europee attuate ma sulle quali la competenza del primo cittadino è limitata. Il dubbio che stia insistendo su queste questioni per nascondere le inefficienze e le mancanze della sua amministrazione sorge spontaneo: i temi dell’immigrazione e della malavita sono sentiti dai cittadini e di questi il Sindaco parla ampiamente, non altrettanto invece fa sulla la fusione Centro Veneto Servizi-Polesine Acque, che a nostro avviso va impedita, e sull’affaire Ecoambiente, aziende sulle quali la Corte dei Conti – e nel caso di Ecoambiente l’ANAC – ha rivolto le proprie indagini esprimendo un giudizio di ammonimento riguardo la loro amministrazione: anche se si vuole far passare il tutto in sordina quanto sta avvenendo al loro interno, queste “utilities” sono fondamentali per i cittadini. Se il nostro primo cittadino vuole però parlare “alla pancia dei cittadini”, lo sfidiamo a farlo anche sulle buche, in alcuni casi voragini, che ormai costellano le strade del capoluogo polesano e che tra avvocati e risarcimento danni pesano sul bilancio comunale per alcune centinaia di migliaia di euro ogni anno”

Ci auguriamo che durante la prossima comparsata in televisione il Sindaco promuova la città ed i suoi aspetti migliori, a partire dal Teatro sociale – uno dei più famosi in Italia -, in modo che Rovigo torni ad essere, nell’immaginario collettivo, quella che Ludovico Ariosto celebrava secoli fa come “città delle Rose” nel suo Orlando Furioso.

Infunfor è in regola?

Vorremmo sapere dal nostro Sindaco se la Ditta InfunFor S.p.A. abbia provveduto entro il 29.09.2014 all’adeguamento dei valori di immissione ed emissione della rumorosità prodotta dall’impianto, ai limiti previsti dalla zonizzazione acustica comunale e se il nuovo Piano di classificazione acustica del Comune di Rovigo ha tenuto in considerazione quanto appunto imposto dalla Provincia di Rovigo a InfunFor S.p.A. con la Determinazione dell’Area Ambiente della Provincia di Rovigo, N.3219 del 27/11/2013 (punto3, lett.n).

Vorremmo conoscere inoltre a chi sia stato affidato l’incarico di far rispettare i parametri acustici, definiti dalla zona in cui è compresa anche la fonderia InfunFOR S.p.A., e come eserciti la sua azione di controllo.

infunfor

 

Non ci interessa il solito rimpallo delle responsabilità tra Comune, Provincia e Arpav; quello che davvero ci preme è che la nuova proprietà “messicana” della fonderia si renda conto di trovarsi in un’area industriale alla prima periferia di un capoluogo di provincia e a ridosso del centro abitato della frazione di Borsea.

Un ex Assessore, in una delle sue non felici uscite, ebbe a dire che la zona delle case popolari di Viale dell’Artigianato è «un ghetto fatiscente e insalubre», perché «troppo vicina alla fonderia» (ha trascurato di dire che questa zona è da sempre abitata da cittadini di Rovigo che si respirano le esalazioni della InfunFOR S.p.A., ora innocue, ora nocive, a seconda della convenienza politica).

Gli abitanti di Borsea sono pure stanchi di essere la contropartita di un ricatto occupazionale che coinvolge, da una parte circa 200 lavoratori con le loro famiglie e, dall’altra l’intera popolazione della frazione di Borsea.

La nuova proprietà deve comprendere che, se vuol rimanere nella zona Sud di Rovigo, deve ottemperare a tutte le prescrizioni che vengono loro imposte dalle leggi nazionali ed europee, nel rispetto della salute pubblica e del principio di precauzione.

Soprattutto d’estate il problema dell’inquinamento acustico e della qualità dell’aria prodotto dalla fonderia si accentua maggiormente.

Non ci resta dunque che avvertire tutti i concittadini che ARPAV offre comunque un servizio pubblico e che, per i controlli che sono tenuti a fare, è possibile telefonare allo 0425/473211. Bisogna pretendere che le verifiche vengano effettuate ogni qualvolta che quell’odore, quei rumori molesti e le polveri si manifestano.

Oggi in più si è palesata l’ipotesi di togliere dal centro della frazione di Borsea anche la centralina Arpav perché è stato affermato che è di vecchia generazione e non è collegata online alla centrale. Noi affermiamo fermamente che tale centralina debba rimanere al suo posto e tutt’al più che essa venga ammodernata.

Nei primi giorni di Febbraio le centraline Arpav a Rovigo hanno registrato una concentrazione delle famose Pm10 pari a 172 mg/mc (un livello allarmante che supera di oltre tre volte la soglia di tolleranza e quasi il doppio quella di allarme).

Se l’attuale primo cittadino si preoccupa della salute di tutti gli abitanti e, in particolare di quelli residenti nella zona più a Sud, dovrebbe convocare le parti politiche, sindacali e imprenditoriali e verificare se è stato fatto tutto il possibile per preservare la salute dei cittadini.

Noi tuttavia proseguiremo questa nostra battaglia e ci rivolgeremo per l’ennesima volta alla Provincia, ad Arpav e ai parlamentari italiani ed europei del Movimento 5 Stelle. Siamo sicuri che questa questione meriti l’attenzione di tutti i cittadini e ogni possibilità di reperire fondi nazionali o europei per sanare o spostare in altro sito la produzione di InfunFOR SpA.

 

                                        Gruppo M5S – Rovigo

MOZIONE DI SFIDUCIA

MOZIONE DI SFIDUCIA DEL SINDACO DEL COMUNE DI ROVIGO

Rovigo, 12 dicembre 2016

I sottoscritti Consiglieri sottopongono all’esame del Consiglio Comunale la presente mozione di sfiducia del Sindaco, formalizzata ai sensi dell’art. 52 del D. Lgs. 267/2000.

MOZIONE DI SFIDUCIA

e pertanto si chiede
di procedere come previsto dell’Art. 52 c. 2 del D. Lgs. 267/2000 al voto di sfiducia nei confronti del Sindaco del Comune di Rovigo.

i consiglieri comunali Movimento 5 stelle

Francesco Gennaro
Ivaldo Vernelli

 

Un grande Polesine ha detto NO

“Il NO ha vinto. Oggi è un giorno storico per l’Italia, per il Veneto e per la nostra provincia di Rovigo, dopo il voto del 2 giugno del ’46, quando si sceglieva tra Monarchia o Repubblica”. Queste le dichiarazioni, affidate ad una nota, della Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Movimento 5 Stelle) dopo la giornata di ieri, caratterizzata “dalla grande attesa per un risultato che, sulla carta, sembrava incerto fino all’ultimo voto. La volontà del popolo, ormai maturo e partecipante quando ci sono in ballo la difesa della democrazia tramite i capisaldi della Carta Costituzionale, si è palesata fin dai primissimi exit-pool lanciati subito dopo la chiusura dei seggi.”“Perché questo voto – prosegue l’esponente pentastellata – è stato importante? Perché la riforma firmata Renzi/Boschi/Verdini tentava di scardinare le basi democratiche che la stessa Costituzione preserva e tutela, tramite i fondamentali contrappesi delle due Camere e della Corte Costituzionale, la forma democratica della nostra Italia nella forma dello Stato. Il popolo, pur se martellato per mesi da spot renziani, che finalmente hanno fallito, e da ipotesi di scenari da brivido, ha saggiamente preferito mantenere l’attuale assetto istituzionale in attesa che una riforma elettorale possa finalmente sancire un Parlamento di eletti che a sua volta dovrà prendere in mano la riforma costituzionale per modificarla soltanto in quei punti che possano renderla più moderna e attuale”.

“Il Movimento 5 Stelle in Polesine – puntualizza Bartelle – ha saputo con i denti difendere questo voto nelle varie sezioni dove erano presenti i nostri Rappresentati di lista. Un grazie grande e sincero a loro e a tutti coloro che, in qualsiasi modo, hanno contribuito al successo elettorale. È doveroso rivolgere un grazie particolare anche ai vari Comitati per il NO con i quali abbiamo collaborato in modo rispettoso e proficuo: questa vittoria è anche la loro vittoria. Insieme a loro, noi siamo il popolo e abbiamo detto NO.

Patrizia Bartelle

Affare Rifiuti, vogliamo chiarezza

I due gruppi consigliari del Comune di Rovigo – MoVimento 5 Stelle e Coscienza Comune – hanno indetto un’assemblea pubblica a Rovigo per il prossimo 28 novembre 2016 per consentire un aperto e libero dibattito sulle tante questioni aperte sui rifiuti dalla discarica, al consorzio RSU, al Consiglio di Bacino.

Tutti i Sindaci e gli Amministratori interessati a intervenire avranno la possibilità di esporre le loro valutazioni e partecipare al dibattito.

Livio Ferrari – Francesco Gennaro – Ivaldo Vernelli
Consiglieri Comune Rovigo

Nessuna stampella, chiariamo

Molti si sorprendono del perché non rispondiamo alle trite e ritrite accuse di essere la “stampella” di Bergamin; altri si meravigliano della nostra acquiescenza con la giunta leghista.Abbiamo detto ripetutamente come stanno davvero le cose – in consiglio comunale, nelle interviste sui giornali, nelle chat e nei social. Ma non serve a niente. Ancora ci annoiano e schizzano fango. “Calunniate, calunniate: qualche cosa resterà…”

Chiarisco pazientemente:

1. Non sappiamo chi siano i 5 consiglieri della maggioranza pronti ad andare dal notaio. Io ho la prova che non esistono. 

Ho detto a tutti quelli che mi hanno contattato (li chiamo a testimonianza, così la smettiamo con le insinuazioni: Nadia Romeo, Aldo Guarnieri, Renzo Marangon) che bastava sapere i nomi per chiudere la partita. Ogni volta un nuovo rinvio, per ogni nome sussurrato una diversa menzogna. Ho parlato personalmente con quasi tutti gli indiziati: nessuno si è palesato. Di che hanno paura? Chi li ricatta?

2. Zanellato vuole far cadere Bergamin, ma per diverse settimane ha discusso segretamente con lui di un’offerta riservata che Hera SpA ha presentato a Lega e PD per assorbire la gestione del ciclo dei rifiuti, dell’acqua, forse del gas. Flussi di cassa per oltre 80milioni l’anno nella nostra provincia. Si dice che Hera fosse pronta a versare oltre 100milioni di euro per acquisire Ecoambiente e Polesine Acque. Risolti di colpo i problemi di bilancio del Comune di Rovigo. Quale sarebbe stata la provvigione per Julik Zanellato? Magari ce lo dice, visto che non si sente in imbarazzo per essere contemporaneamente segretario provinciale (pur vilipeso) del partito del presidente del consiglio e “business partner” della più sfavillante multiutility del NordEst?

3. Sembra che Hera SpA non abbia avuto una risposta precisa, solo vaghi abboccamenti. Maleducati. Nel frattempo i sindaci della provincia di Rovigo con la lungimirante strategia di Zanellato sono pronti a dare il semaforo verde all’esproprio di Polesine Acque SpA da parte di Centro Veneto Servizi SpA. Bergamin si dichiara decisamente contrario ma tratta. Propone di allargare da 7 a 5 il futuro CdA per trovare uno strapuntino: di là dall’Adige sono ben disposti (tanto con il 78% di quote in assemblea si faranno beffe di qualunque maverick), ma di qua dall’Adige lo umiliano.

4. La trattativa si sposta su Ecoambiente srl. Il CdA ha ultimato il suo mandato; i revisori si sono presi qualche giorno di tempo prima di portare i libri in tribunale e stanno col fiato sul collo ai due soci-nemici perché trovino un compromesso, risolutivo anche per i guai occultati del Consorzio RSU. Mentre Bitonci sta cadendo e appena prima di andare a Firenze alla manifestazione di Salvini ecco che Bergamin sembra cedere. Promette disponibilità ad un accordo che tenga in piedi Ecoambiente srl, forse apre i cordoni della borsa per la nuova trasfusione di sangue richiesta dal moribondo Consorzio RSU, diventa anche più conciliante con il prefetto e perfino più buono con i “clandestini”. Come voleva Zanellato finalmente ci sarà la revoca delle deleghe al direttore Giuseppe Romanello, la scelta di un amministratore delegato (Pierpaolo Barison?), un nuovo Presidente (non ci crederete, ma sembra sarà … Pierluigi Tugnolo). Come diceva il vecchio Marx “le mort saisit le vif” : “il morto afferra il vivo” e lo fa prigioniero”. In cambio di che?

5. Intanto i Sindaci ostili a Bergamin si coalizzano per impedire che si costituisca il nuovo Consiglio di bacino per il ciclo integrato dei rifiuti. Perché? vogliono gestire Ecoambiente srl senza averne la proprietà e – indifferenti al conflitto di interessi su più piani – vogliono indirizzarne le decisioni per appalti, assunzioni e consulenze. 

Volete un esempio di conflitto di interessi? Si vocifera che Alessandro Duò sia stato nominato presidente di ASM SpA appena gli è riuscita la sortita contro il sindaco di Porto Viro, sfiduciato dal PD e da Julik Zanellato nello studio di un notaio. Cosa c’entra con Bergamin e con Asm SpA il signor Duò, la cui carriera politica è iniziata con Renzo Marangon, ma lo scorso anno era vicino alle posizioni di Stefano Bellinazzi, sorprendente outsider nella coalizione multicolore creata a sostegno di Nadia Romeo?

Cito da Rovigooggi.it del 29 settembre 2016: 

“Duò è anche presidente del consorzio Vengest che raggruppa le società Adigest, Guardian Lavori Autostradali ed Ecoal Bus, quest’ultima dedicata all’offerta ai Comuni di servizi per il trasporto scolastico. L’attività del gruppo Vengest, tramite Adigest, è quella dei servizi di raccolta, trasporto e spazzamento dei rifiuti, manutenzione del verde stradale, gestione dei cimiteri, servizi invernali anti neve e ghiaccio e manutenzione stradale. Adigest, sul territorio provinciale, è stata tra le aziende fornitrici di servizi per Polesine acque, Ecoambiente, per il comune di Adria e di Porto Viro.”

http://www.rovigooggi.it/articolo/2016-09-29/il-nuovo-che-avanza/#.WC-hwndabMU

“Con questa nomina inizia un nuovo corso che riguarderà tutte le società dove il Comune di Rovigo detiene delle partecipazioni” è stato il primo commento di Bergamin.

 6. Insomma in una simile ragnatela Bergamin e Zanellato forse sono i gemelli diversi: stesso DNA sotto lineamenti difformi. Litigano in strada ma si scambiano effusioni al coperto. La serenità presto riconquistata nel Consiglio di Bacino consentirà al Consorzio Rsu di rinascere dentro Ecoambiente srl; Bergamin avrà salvaguardato il posto di lavoro di centinaia di addetti e dell’indotto; nessuno si farà male né al Tar né in Procura. Tutti pronti per le prossime elezioni nazionali, dopo il referendum – uno vota SI, l’altro NO ma fa lo stesso. Del resto Bergamin in Consiglio Comunale si comporta come Renzi in Parlamento: fa alzare a comando la manina ai suoi mentre apostrofa sprezzante chi non lo asseconda.

In questo scenario ecco che il M5S – nonostante mesi di continui contrasti – sarebbe la stampella di Bergamin: Zanellato getta fango su di noi e intanto cerca maldestramente di tenere la presa sul suo partito riottoso, tramando a destra e a manca … con chi? proprio con Bergamin! 

Vi meravigliate che dalla maggioranza del Comune di Rovigo nessuno se la senta di uscire? 

Sarebbero dei gran fessi: proprio ora che si comincia a far sul serio con i gioielli di famiglia.

Vorrei tanto sbagliarmi; ditemi quand’è l’appuntamento dal notaio. 

Stavolta, per curiosità, cerco di venire.

Ivaldo Vernelli 

Perché votare No

Il Movimento 5 Stelle di Rovigo continua nella sua campagna elettorale a sostegno del no al Referendum Costituzionale del 4 dicembre prossimo; in particolare, nella giornata di venerdì 11 novembre, dalle ore 21,00 al Teatro Comunale di Costa di Rovigo si svolgerà una serata tematica dal titolo “Perché votare no”, che vedrà come relatori il portavoce alla Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle Emanuele Cozzolino ed il docente di diritto nonché membro del Comitato Provinciale Polesano per il No al Referendum Guido Romanin, mentre come moderatrice della serata Rosanna Cavazzin, presidente del comitato provinciale Comitato Provinciale Polesano per il No al Referendum.

I cittadini sono invitati a partecipare e, dopo una breve esposizione dei due relatori, potranno porre loro domande riguardo gli aspetti, sia politici che giuridici, della riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi.

SFIDUCIAMO I SINDACI CHE DECIDONO CONTRO GLI INTERESSI DEI CITTADINI

Con il 70% delle adesioni i sindaci della provincia di Rovigo hanno deciso di cedere un altro pezzo della “sovranità” dei cittadini alla speculazione e agli interessi collusi e deviati.

 

È il momento di dimostrare che il MoVimento 5 Stelle ha la capacità di reagire e rafforzare la posizione di minoranza dei pochi sindaci che non si sono adeguati.
Dobbiamo arrivare direttamente ai cittadini e organizzare un’opposizione diffusa in tutti i consigli comunali che presto dovranno ratificare la decisione.
Organizziamo subito un comitato trasversale di tutte le espressioni di contrarietà alla “svendita”.
Chi è disponibile a darsi da fare cominci a dare la propria disponibilità: c’è poco tempo.
Organizziamo una assemblea pubblica; i portavoce eletti debbono organizzare la sensibilizzazione dei cittadini.
http://www.rovigooggi.it/articolo/2016-10-18/il-70-dei-nostri-sindaci-vota-per-svendere-la-nostra-acqua/#.WAcdI6NaZBw

TUTTI HANNO DIRITTO DI CITTADINANZA

Le sortite del sindaco di Rovigo, accompagnato dal comandante dei vigili urbani, e non ispezioni in quanto al primo non competono poteri ispettivi, avrebbero dovuto avere le caratteristiche del saluto di benvenuto rivolto ai richiedenti asilo, magari accompagnate da un presente, come succede nella normalità dei rapporti tra persone civili. Così non è stato, ma bensì è avvenuta un’intrusione in abitazioni private e questo non ricade in nessuna fattispecie dei compiti assegnati al Comune di Rovigo e delle prerogative della Polizia Locale.

L’ingresso in alloggi privati per identificare chi vi dimora, indipendentemente dalle motivazioni addotte, non è tra le funzioni della Polizia municipale e dello stesso Sindaco e, qualora ciò sia avvenuto con l’inganno nei confronti di persone che non sono in grado di distinguere tra forze dell’ordine, potrebbe configurare reati penalmente perseguibili.

Ci si chiede pertanto il perché di tali ispezioni, che appaiono illegittime dal punto di vista formale e disdicevoli dal punto di vista istituzionale. Queste infatti incrementano artatamente un conflitto fra istituzioni dello Stato per ragioni che non hanno alcun serio fondamento, se non la ricerca di visibilità a mezzo stampa e sui social network. Inoltre, esse alimentano anche tensioni all’interno dell’amministrazione  comunale, impegnando la polizia locale in compiti impropri e sgradevoli in quanto vanno a ledere la sfera di rispetto di persone in oggettivo stato di difficoltà.

Ma l’elemento che maggiormente preoccupa sono le reazioni della comunità rodigina. E’ facile constatare come esse creino divisioni e conflitti fra cittadini che nutrono verso i migranti atteggiamenti diversi. Il sindaco, invece che lavorare per la concordia della comunità che rappresenta, letteralmente aizza gli atteggiamenti più impulsivi e deteriori verso i propri simili. Questo non è degno di un sindaco. I sentimenti di umanità e solidarietà verso le persone, prima ancora che cittadini, sono alla base di ogni convivenza civile.

Si ricorda che le migrazioni, comprese quelle per ricerca di protezione, sono oggi un elemento strutturale e richiedono politiche di governo, parte delle quali inseribili tra i compiti propri degli enti locali, invece che azioni di mera propaganda. Nella nostra città vivono circa 5mila cittadini stranieri, in larga parte comunitari e di seconda generazione, il cui percorso di integrazione avviene senza alcuna azione di accompagnamento e di guida da parte dell’ente locale. Il Comune di Rovigo, che gode dello status di città capoluogo, dovrebbe proporre soluzioni e progetti oltre che problematizzare. Le politiche sociali, in altre parole, sono una cosa seria e possono godere di finanziamenti comunitari importanti, come quelli previsti dai bandi Fami, ma bisogna saper progettare, conoscere la realtà che ci circonda e avere una visione sostenibile della città e del futuro.

Si invita, pertanto, il sindaco e con esso i membri della giunta, il cui silenzio risulta un segnale di consenso alle sue azioni, di  interrompere immediatamente ogni altra azione illegittima e lesiva dei diritti dei cittadini e dei richiedenti asilo, ripugnante sul piano umano per l’evidente intento punitivo che trasmette all’opinione pubblica. Si invita il sindaco di Rovigo a partecipare alle riunioni indette dal Prefetto con tutti i sindaci interessati dal fenomeno migratorio e di coordinarsi con lo stesso per soluzioni civili a problemi evidentemente di portata epocale, ai quali non si possono opporre atteggiamenti velleitari o goliardici. Si consiglia sempre il sindaco di usare toni e modalità comunicative consone al ruolo che ricopre per non gettare nel discredito tutta la comunità rodigina, incolpevole di atteggiamenti discriminatori contro altri esseri umani.

Giorgio Osti, docente di sociologia dell’ambiente all’Università di Trieste

Coofirmatari:

ANPI, Comitato Provinciale di Rovigo

 Vanni Destro, Liberi Cittadini per il Polesine

Livio Ferrari, consigliere comunale Coscienza Comune e La Sinistra per l’altra Rovigo

Francesco Gennaro, consigliere comunale M5S

Luciano Marangoni, Delegato provinciale Lipu

Guido Romanin, insegnante

Antonella Toffanello, consigliere dell’Anpi di Rovigo

 Ivaldo Vernelli, consigliere comunale M5S